Spiegare cosa sia Pi NoInfraRed (NoIR) è molto semplice, ma i produttori hanno fatto di tutto per confondere i potenziali acquirenti: è un nuovo Camera Module per Raspberry Pi — capace di scattare le fotografie e registrare i filmati in condizioni di scarsa visibilità. La confusione nasce dal gioco di parole dell’acronimo, che in francese identifica il nero, voluto per via del differente colore del supporto in plastica. L’espressione «no infrared» che ne è derivata è fuorviante perché la fotocamera è proprio a raggi infrarossi.

Non “filtra” i raggi infrarossi, quindi li “cattura”. Elucubrazioni linguistiche più o meno interessanti a parte, Pi NoIR è un componente utile alla realizzazione di svariati progetti: lo Horniman Museum di Londra la utilizza, ad esempio, per monitorare l’attività notturna dei coralli. Poiché è pientamente compatibile con Raspbian, il nuovo Camera Module può essere utilizzato installando la distribuzione di Google che secondo me permette di concepire prototipi di varia natura e se possibile è ancora più semplice da configurare.

Pi NoIR arriverà prossimamente sul mercato e, di primo acchito, io la impiegherei per costruire un economico sistema di sicurezza domestico: immaginate di trasmettere lo streaming dal circuito a tablet e smartphone con iOS oppure Android — magari, approfittando dell’arrivo della JVM rilasciata da Oracle su Raspberry Pi. Le dimensioni ridotte e la possibilità d’integrare un’alimentazione a batteria sono due caratteristiche fondamentali per questo genere di progetti. Penso proprio che, prima o poi, metterò questa idea in pratica.