Flurry ha pubblicato ieri un’analisi sul mercato dei dispositivi mobili che ha subito attratto la mia attenzione: le conclusioni di Mary Ellen Gordon rispecchiano ciò che, in tempi non sospetti, avevo affermato. Ipotizzando un iPhone 5S da 5”, infatti, sostenni che questi dispositivi fossero stati bocciati dal mercato. Una considerazione molto criticata sui social network per via del successo di Galaxy Note II e simili. Evidentemente, non avevo tutti i torti se il comparto dei phablet arriva a malapena al 2% tra i modelli venduti.

La Gordon dimostra che, su oltre un miliardo di device, a farla da padrone sono i tablet da 10” e gli smartphone fino a 4.9”. Quelli da 5” sono equiparati ai phablet e come accennavo sono venduti in percentuali risibili: mi sorprende che pure i dispositivi da 7” abbiano una diffusione più limitata del previsto, attorno al 6%. Le ragioni sono numerose e potrebbero essere molto diverse da quelle che identificavo parlando di HTC Mini, il telecomando cinese prodotto per controllare Butterfly o DROID DNA. I modelli sono ancora pochi.

Secondo me, 5” sono troppi per uno smartphone e inizio a pensare (provando quelli di colleghi o famigliari) che 7” siano pochi per un tablet. La Gordon, che s’occupa d’analisi di mercato e ha un PhD alla University of Massachusetts Amherst, sembra confermare la mia teoria. La ricerca evidenzia come i tablet siano dei dispositivi usati soprattutto per giocare, un altro punto che condivido: non possono sostituire le workstation. In questi giorni, però, sono uscite molte indiscrezioni sui nuovi phablet… riusciranno a contraddirmi?

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