Le aziende sono state invitate a regolarizzare la propria posizione nei confronti della posta certificata entro la fine dell’anno scorso. Termine poi prolungato fino alla fine di gennaio. Ma come funziona la PEC?La legge sulla posta certificata, molto chiara all’inizio quando si definì chi doveva assolutamente averla, ha poi perso visibilità. Si è tornati a parlare della PEC in corrispondenza della scadenza per le aziende che non avevano ancora una casella di posta PEC.

Il fatto è che ci sono tante cose che la legge a riguardo non esplicita ma suggerisce con una serie di disposizioni collaterali. Facciamo un esempio dopo aver letto online le perplessità degli utenti e le risposte che hanno dato loro dei giuristi.

Le aziende hanno dovuto tutte adottare una PEC da usare per le comunicazioni ufficiali e per quelle con il registro delle imprese. L’indirizzo di posta elettronica così costituito attraverso dei siti dedicati a questa operazione (in genere il costo per un anno si aggira sui 6 euro), deve essere poi inserito nei dati anagrafici dell’impresa.

Che vuol dire? Che un’azienda è obbligata a rendere pubbliche le informazioni sulla sua costituzione, il codice fiscale e quant’altro, dovrà rendere pubblica su web e carta intestata, anche la PEC. Non esiste però un obbligo esplicito, tuttavia i richiami ai vari codici consigliano di rendere pubblico l’indirizzo.