Se siete titolari di imprese individuali, avete fino al 30 giugno per comunicare alla Camera di Commercio un indirizzo di posta elettronica certificata. Italia On Line (IOL) – attraverso Libero – regala un anno di Mail Pec ad aziende e individui: entro il 31 luglio, registrando un alias su @pec.libero.it, gli utenti potranno utilizzare gratuitamente la Posta Elettronica Certificata (PEC) per dodici mesi. Allo scadere della promozione la tariffa sarà di 25€ più IVA annuali. Una caratteristica interessante è lo spazio illimitato.

Un aspetto che, invece, potrebbe essere negativo per le imprese riguarda il dominio: Mail Pec non ammette l’impostazione dell’account a indirizzi diversi da @pec.libero.it — e, secondo me, un’azienda dovrebbe configurare la PEC sullo stesso dominio del proprio sito. L’infrastruttura è complementare alla webmail di Libero, perciò se siete già iscritti al portale potete attivare la posta elettronica certificata in pochi clic. Esclusi gli obblighi di legge delle aziende, ha davvero senso avere una PEC per uso individuale? Dovrebbe.

Dovrebbe, perché – riprendendo lo slogan di Libero – è «più raccomandata di una raccomandata». Purtroppo, in Italia il ricorso alla PEC è ancora molto limitato: sono stato fra i primi ad attivare quella gratuita del Governo e non ho mai ricevuto delle e-mail, neppure quelle sul rimborso delle tasse. Studi notarili, tribunali, avvocati continuano a utilizzare la posta ordinaria. Spero che il nuovo decreto favorisca la “crescita” del servizio, rendendolo utile anche per i privati. Altrimenti, la PEC resterà un fastidioso obbligo.