Intel cesserà di produrre schede madre per il desktop. Un annuncio che conferma l’imminente trasformazione dei modelli in vendita della quale parlavo giusto ieri. Non significa che la società interrompa anche la produzione dei processori: semplicemente, concentrerà l’innovazione delle motherboard su altri formati. A novembre, infatti, Intel aveva presentato Next Unit of Computing (NUC) per avviare la distribuzione di mini-PC equipaggiati coi processori Core i3, i5 e i7 che sono molto più adatti a essere collegati al televisore.

Ultrabook, All-in-One e tablet sono la sfida di Intel al settore mobile, ma l’intrattenimento domestico ha ancora bisogno di postazioni fisse: i mini-PC o barebone esistono da diversi anni, però hanno avuto soltanto di recente l’attenzione che meritavano. In termini tecnici, per la società significa abbandonare il formato ATX in favore di Mini-ITX sulle motherboard. Qual è la differenza pratica? Dispositivi più piccoli che consumano meno, adatti alla riproduzione multimediale o a sostituire le console per giocare sul televisore.

Un esempio dei nuovi dispositivi che produrrà Intel è Piston, il prototipo ideato da Xi3 per Valve, e Samsung aveva anticipato il fenomeno col Chromebox di Google negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Non sono i thin client che ieri proponevo come alternativa al desktop, ma un compromesso che installa il sistema operativo sul disco rigido. Non ho parlato a caso d’intrattenimento perché i sistemi barebone o mini-PC non sono così utili ai professionisti che lavorano col computer: molto meglio i thin client, da quel punto di vista.

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