Anonymous ha colpito PayPal nel giorno di gozzoviglie digitali in salsa hacker indetto il 5 novembre per celebrare Guy Fawkesmilitare, criminale, attivista politico e rivoluzionario inglese, come lo definisce l’incitabile Wikipedia, la cui maschera divenne poi simbolo del movimento. L’hanno raccontato tutti, credendo ciecamente a quanto dichiarato da alcuni membri di Anonymous, che hanno vantato di essere entrato in possesso dei dati di 28 mila utenti PayPal.

Oggi però su Bits Nick Bilton ha ricostruito com’è andata realmente, dopo aver sentito quelli di PayPal. I dati finiti in possesso di Anonymous sarebbero in realtà stati trafugati da ZPanel, un sito di hosting open source.

L’informazione è stata divulgata su Twitter da Anuj Nayar, responsabile della comunicazione per PayPal. Le cose stanno più o meno così: di passaparola in passaparola, gli hacker si sarebbero confusi e avrebbero diffuso la notizia di aver raccolto le credenziali di 28 mila utenti PayPal che avevano interagito con ZPanel, mentre quello che non dice PayPal è che i dati rubati apparterrebbero a utenti di ZPanel. La quale tace. Il mistero su quali dati siano finiti in possesso di Anonymous rimane.

PayPal afferma inoltre di aver indagato e di aver verificato di non aver subito attacchi. Nayar spiega che gli hacktivisti hanno rilanciato una notizia erroneamente diffusa da Cyberwar.info, che ora si è corretto. Insomma, ce n’è abbastanza per The Register per parlare di #epicfail da parte di Anonymous.

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