Twitter ha già sospeso il profilo personale di Papa Francesco I. @JMBergoglio aveva annunciato annunciato su Twitter la propria ascesa al papato, subito retwittato da decine di persone vittima dell’ennesimo fake. Nel frattempo hanno riaperto @Pontifex e della cosa neppure si è parlato molto. Peccato che il vergognoso fake continui a esistere su Facebook, dove però ha giusto qualche decina di amici. Su Twitter invece lo seguivano oltre 130 mila fedeli.

Negli scorsi giorni il cardinale sudafricano Wilfrid Napier aveva dichiarato di sentire la mancanza di Twitter. In fondo anche quello è un modo per stare in contatto con i “seguaci”. La stessa cosa immaginiamo abbia pensato il cardinale Sean O’Malley, che nella settimana prima del conclave aveva registrato un +52,6% di attività sul social, o il card Mahony, che aveva una crescita del 33,4%, secondo i dati diramati negli scorsi giorni da Ecce Customer. Napier era però il secondo nella classifica dei cardinali con il maggior supporto dei fedeli digitali. Quello con il maggior numero di devoti ingaggiati era invece Luis Antonio Tagle, seguito da Timothy DolanGianfranco Ravasi.

Ammetto di aver fatto un pensiero cattivo: e se tutti questi cardinali stessero cercando di conquistare i favori dello Spirito Santo sollecitando i fedeli a pregare per loro o almeno esprimere tramite i social la propria vicinanza? 

Di Bergoglio su social network e blog non c’era traccia. Se nel caso delle elezioni politiche 2013 i social network erano stati in grado di predire quanto sarebbe poi successo, così non è stato in questo caso. A dimostrazione che la social media analysis può funzionare in alcuni casi, per esempio quando si tratta di individuare il voto degli indecisi, guarda a caso per la maggioranza giovani che sui social network ci vivono, o individuare chi vincerà Sanremo, meno in altri quando il risultato di un evento è determinato dalla volontà di terzi. Se poi c’è di mezzo pure lo Spirito Santo… ;)