Seguendo lo streaming in diretta di Pane, Web e Salame 4 sono rimasto molto colpito dall’intervento d’apertura di Riccardo Luna, decidendo di commentarlo per chi non l’avesse potuto ascoltare. Perché proprio quello di Luna, fra le sessioni della mattinata? Essenzialmente, perché in tre quarti d’ora circa è riuscito a cambiare l’opinione che avevo di lui. Chiunque lavori nell’ambiente ha sentito, almeno una volta, un suo intervento. L’ultima – per il sottoscritto – è stata in ottobre, a un evento organizzato da Cisco per Milano.

Il tema era l’Agenda Digitale e in sala erano presenti Ministri o tecnici per l’allora Governo di Mario Monti. Il classico evento cui, dovendo scegliere, non parteciperei: Luna aveva un atteggiamento molto prudente, in quell’occasione, che mi colpì. Ero abituato a sentirlo entusiasta dei progetti istituzionali, che non sono mai stati portati a termine, e iniziai a pensare che avesse tratto delle conclusioni simili alle mie. Non ho mai chiacchierato con lui e, quindi, non l’ho mai giudicato come individuo… ma come professionista.

Oggi, Luna ha offerto un intervento che ho condiviso appieno: passerò in rassegna gli argomenti più importanti, ma spero che gli organizzatori di PWES4 ne pubblichino la registrazione. Perché m’ha dato speranza e, soprattutto, ha veicolato dei messaggi importanti. Ha sottolineato che una startup su dieci fallisce e che i concorsi fra startupper sono deleteri, mentre invitare i giovani a collaborare su un unico progetto è positivo. Magari, partendo proprio da quelle nove che sono fallite e ha criticato l’approccio istituzionale.

Luna ha parlato di Federico Morello, un diciottenne italiano nominato Young Advisor di Neelie Kroes per l’Agenda Digitale europea… quando, in Italia, nominavano Agostino Ragosa. Il Governo non ha ancora completato i progetti in programma e continua a suddividere le competenze, passate a Francesco Cavio che “lavorerà” da Londra. Luna – esasperato dall’indifferenza istituzionale – sostiene che, per fare innovazione, occorra partire dal basso. Com’è avvenuto al Majorana di Gela, che ha saputo cambiare il modo d’insegnare a scuola.

Sapete cos’avrebbe voluto fare lo Stato, del Majorana? Chiuderlo e accorparlo ad altri due istituti tecnici limitrofi per tagliare i costi. Luna ha parlato dei giovani startupper potentini, delle risorse che gli Italiani hanno appreso e importato dall’estero, rientrando in patria. Ha spiegato perché non dovremmo lasciarci deprimere dall’immobilità delle istituzioni e fare, anziché organizzare improbabili tavole rotonde. Perché gli Italiani, spesso, parlano troppo e non concretizzano i progetti. Come non essere d’accordo con lui?

L’Italia è indietro sull’eCommerce e i giornalisti parlano del web soltanto per evidenziarne i potenziali pericoli: durante la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi londinesi, lo speaker statunitense ignorava persino chi fosse Tim Berners-Lee. Ma c’è una speranza e arriva dalle storie che – nel corso della giornata – saranno raccontate a Pane, Web e Salame 4. Il Governo non aiuta? Pazienza, l’entusiasmo e la collaborazione sono più che sufficienti. L’importante è fare, da subito, senza aspettare degli “incentivi” dall’alto.