Non è stato di buon auspicio inserire un biglietto di ringraziamento nelle scatole della console, dal momento che chi ha creduto in OUYA – compreso il sottoscritto, che però non l’ha acquistata – sarà costretto ad ammettere il proprio errore. La “rivoluzionata” console su Android non esisterà più o, comunque, non vedrà mai una seconda versione: la fondatrice Julie Uhrman ha svelato a The Verge che OUYA sarà trasformata in una piattaforma per l’intrattenimento, ma giusto a livello di software. Non avrà una forma fisica, insomma.

Sean Hollister, contattato dalla Uhrman, si chiede cosa sia una console… senza l’hardware: io direi un app store. L’ennesimo. Ne abbiamo davvero bisogno? Non credo e, quindi, temo che OUYA non abbia un futuro – a prescindere dal form factor. L’esperienza della startup porta a pensare che altri, da Gamestick a MadCatz, possano fare la stessa fine e il dubbio è fondato. Eppure, continuo a credere che queste console abbiano tutti gli elementi per raggiungere il successo. Cosa manca? I videogame, ovviamente, che fanno la differenza.

Pensate agli smartphone con Windows Phone 8 che, senza Instagram e altre app popolari, stentavano a decollare: ottenuta l’applicazione di Kevin Systrom, i Lumia hanno appena superato le vendite di BlackBerry negli Stati Uniti. OUYA e le console con Android hanno lo stesso problema, perché i maggiori distributori di videogame sono concentrati su PlayStation 4 e Xbox One. NVIDIA potrebbe avere più chance con Project SHIELD, soltanto perché ha già dei contatti coi principali player del mercato. Gli altri sono votati al fallimento.

photo credit: pcutler via photopin cc