Google Maps è quello strumento che permette di visitare ed osservare milioni di luoghi in tutto il mondo. Il suo funzionamento è come quello di una lente d’ingrandimento, zoom in e out, come se quello che abbiamo davanti fosse una carta geografica in cui possiamo avvicinare o allontanare lo sguardo a nostro piacimento, persino entrarci dentro, per poter camminare virtualmente in posti che magari non sono proprio facilissimi da raggiungere ma ai quali siamo ugualmente affezionati anche solo perché magari ci hanno girato una scena del nostro film preferito.

Bene, avete mai pensato di poter fare la stessa cosa con il vostro corpo? Pensate di guardare la vostra mano, e poter ingrandire e ingrandire ancora sino a poter vedere le più piccole parti del vostro corpo. Ancora non è possibile, ma presto potrebbe esserlo. Quella in alto, che sembra essere la ripresa dall’alto di chissà quale landa del pianeta, solo in bianco e nero, è in realtà il risultato di una nuova tecnica di cattura dell’immagine (presentata dalla australiana University of New South Wales in occasione del meeting Orthopedic Research Society tenutosi a Las Vegas), che permette agli scienziati di zoomare avanti e indietro sul nostro corpo esattamente come Google Maps permette di fare con il nostro quartiere.

Come riporta il sito USA CNET, per creare tale strumento Melissa Knothe Tate (ingegnere biomedico presso la sopracitata UNSW) e un gruppo di ricercatori di altre università hanno utilizzato una tecnologia inventata dalla società tedesca Zeiss per analizzare la superficie dei wafer di silicio, sottili strati di materiali semiconduttori, come quelli utilizzati nella microelettronica (microscopio elettronico a scansione, Gizmodo). Con tale tecnologia si possono ottenere milioni immagini microscopiche immagini di una determinata zona del corpo, con risultati che vanno oltre quelli delle risonanze magnetiche. Con queste infatti si otterrebbe – esemplifica la ricercatrice al sito Quartz - una mappa d’Europa o degli USA con i confini nazionali definiti, mentre con la nuova tecnica si potrebbero vedere i singoli abitanti delle città e dei paesi.

Una volta che tale mole di dati è stata catturata può essere molto difficile e lungo in termini di tempo analizzarla, per questo i ricercatori hanno avuto l’idea di utilizzare gli algoritmi che Google Maps sfrutta per mettere le singole immagini in una grande mappa. Da ciò scaturisce un’analisi con un livello di dettaglio incredibile, che permetterebbe di arrivare alla dimensione più piccola del corpo umano con grande seppur relativa semplicità. Potrebbe trattarsi di un grandissimo salto nella ricerca scientifica, per lo studio di trattamenti di prevenzione e recupero per chi soffre di problemi a ossa ed articolazioni. Per avere un’idea della tecnologia, provate cliccando sul link seguente ad esplorare con i pulsanti di Google Maps un osso dell’anca umano.