OPPO, un’azienda cinese che distribuisce i propri prodotti anche in Europa e negli Stati Uniti, ha presentato N1: uno smartphone di fascia alta che installa CyanogenMod OS, anziché la versione stock di Android 4.3. Il dispositivo è proposto a $570 – un prezzo che definirei esorbitante, considerando la disponibilità di device più appetibili – e, a causa delle dimensioni da 5.9”, pesa addirittura 213 grammi. Sarebbe più opportuno definirlo un phablet con un’unica fotocamera rotante sulla scocca tra il lato anteriore e posteriore.

Se non fosse così dannatamente grande e pesante, l’intuizione della fotocamera e il sistema operativo lo renderebbero più accattivante: OPPA installa Color OS, una Read-Only Memory (ROM) personalizzata di Android 4.2, ma su N1 sarà possibile ottenere CyanogenMod OS pre-installato. Questo è basato sull’ultimo rilascio stabile di Jelly Bean – ovvero, Android 4.3 – e sancisce la grande trasformazione del progetto. Dovendo esprimere un’opinione, non sono convinto che un phablet da seicento euro sia un dispositivo su cui scommettere.

Una delle caratteristiche più apprezzate di CyanogenMod, infatti, è la possibilità di “salvare” dei device che non ricevono ulteriori aggiornamenti da Google. Prima d’acquistare il Nexus 4, ero riuscito a ottenere una versione funzionante di Jelly Bean sul mio Optimus One — fermo a Gingerbread. Ciò non significa che CyanogenMod OS non possa essere performante sugli smartphone meglio equipaggiati, ma chi pagherebbe tanto per un dispositivo che monta un processore già superato da Snapdragon 800 a quella cifra? Io, sicuramente no.