N1, il primo smartphone espressamente prodotto per CyanogenMod OS, è arrivato nelle mani dei recensori statunitensi: le impressioni sono state positive, ma la mancanza di LTE rovina quello che poteva essere un successo annunciato. Il dispositivo costa $599 e nelle dimensioni è paragonabile a un phablet, come sottolineavo quando l’hanno annunciato, però queste caratteristiche – insieme all’unica fotocamera rotante fra anteriore e posteriore – non peggiorano i giudizi dei giornalisti. È davvero un peccato perché LTE è importante.

Continuo a pensare che il prezzo sia spropositato, specie pensando che N1 non monta uno Snapdragon 800: investire quella cifra per un prodotto che non supporta LTE sarebbe sciocco, considerato che la maggioranza dei consumatori non può permettersi di cambiare lo smartphone ogni sei mesi. Un aspetto interessante riguarda (oltre alla qualità di CyanogenMod, che non ho mai messo in discussione) la possibilità d’installare il Play Store. Purtroppo, i servizi legati a Google Now non sono comunque disponibili sul nuovo device di Oppo.

M’aspettavo un’accoglienza più “tiepida” da parte dei recensori, perché non è prevedibile che un dispositivo come N1 a quel prezzo possa attrarre quanto i Nexus. Evidentemente, le prestazioni di CyanogenMod sono tali da superare i limiti hardware dello smartphone: il sistema operativo ha un livello d’ottimizzazione superiore a quello della stock di Android. Se Oppo ha ottenuto delle recensioni positive, chissà se OnePlus One – che sarà prodotto in collaborazione col team di CyanogenMod – riuscirà a incassarne d’ancora migliori.