Se ricordi, avevo espresso un certo scetticismo nei confronti di Max: il nuovo browser sperimentale per Android, che Opera distribuiva come beta soltanto negli Stati Uniti. Oggi ho potuto provarlo e, così, ho chiarito i miei dubbi. Anzitutto, devo darti una brutta notizia… perché – anche se la app è scaricabile dall’Italia – il browser non è tradotto nella nostra lingua e dovrai metterti in coda per usarlo. Il problema è costituito dal VPN (Virtual Private Network) di Opera, sul quale transitano tutti i tuoi dati da comprimere.

È stata una piacevole sorpresa, scoprire che Opera Max non comprime soltanto le pagine web e i contenuti multimediali cui accedi dal browser integrato: supporta pure le tue app, quindi puoi risparmiare sui dati mobili riproducendo i filmati di YouTube o altre applicazioni come Vine e Instagram. Se sei disposto a sacrificare la tua privacy – perché tutte queste informazioni passano dai server di Opera – hai a disposizione una risorsa molto più credibile di Turbo. Io eviterei di farlo, però questa decisione spetta unicamente a te.

Non pagando la banda larga a consumo, il risparmio economico che avrei è relativo: riguardo alla rapidità d’esecuzione, dove abito non è ancora possibile connettersi via LTE e il boost prestazionale di Opera Max non incide quanto potrebbe. Ciò detto, mi preoccupa l’invasività sulla privacy che anche Google prevede col proprio strumento per Chrome con iOS e Android. Il risparmio giustifica l’invio dei dati a un’azienda? Secondo me, no. Ma – a costo di sembrarti ripetitivo – devi essere tu a stabilirlo, in base alle tue esigenze.