Ieri, è stata rilasciata la prima versione di Opera con WebKit per il desktop: disponibile su Windows e Mac OS X, riprende il percorso iniziato con la variante dedicata a tablet e smartphone. Questa beta è identificata come Opera Next 15, un evidente “salto” rispetto alla 12.x che costituisce l’attuale rilascio stabile del browser. Basata sui sorgenti di Chromium, la nuova versione include tutte le tecnologie open source distribuite da Google ed è incompatibile con gli add-on concepiti per Opera con Presto, l’engine precedente.

Rispetto alla versione mobile, Opera Next 15 utilizza un successivo aggiornamento di WebKit: l’azienda ha confermato il futuro passaggio a Blink, il fork che Google ha ideato per Chrome. Ecco perché il numero, che su Android è 14, risulta differente. L’adozione di WebKit è transitoria, dunque, ma le funzionalità del browser restano invariate. Opera Turbo ha giusto integrato SPDY, derivato da Chromium, senza modificare granché dei sorgenti dai quali deriva. Mi domando quanto abbia senso continuare a utilizzarlo, come alternativa.

Sì, perché Opera Next 15 è identico a Chrome, ma non integra l’ultima versione di Flash Player, che Adobe riserva a quel browser su Linux (per il quale la beta non è prevista) e rende più sicuro col sandboxing su Windows e Mac OS X. Non m’è chiaro se e come sarà adottato: certo, il plugin dovrebbe essere abbandonato… tuttavia, è una prospettiva remota. Apprezzo il nuovo look di Opera Next 15 e l’inserimento della barra unificata per gli indirizzi e le ricerche, però non trovo un motivo valido per utilizzarlo al posto di Chrome.