Neppure il tempo d’ammortizzare la notizia di Blink, il fork di WebKit, che Opera annuncia una transizione del proprio browser all’ultimo progetto di Google. Presto, inteso come l’engine adottato finora da Opera, era stato abbandonato in favore di WebKit che è sviluppato da Apple. Poiché l’azienda intende utilizzare tutti gli strumenti realizzati da Google, incluso V8 per JavaScript, WebKit è stato soltanto una “parentesi”: Opera utilizzerà Blink, recuperato dai sorgenti di Chromium. Il futuro dei browser? È quanto mai incerto.

Samsung ha scommesso su Servo, Apple resterà con WebKit e Google ha appena presentato Blink: l’abbandono di Presto non ridurrà gli engine principali da quattro perché, nonostante la volontà espressa da Opera di seguire Chrome, avremo ancora Trident su Internet Explorer e Gecko su Firefox. Quando Mozilla, fra qualche anno, avrà completato la propria transizione torneremo ad avere quattro motori differenti. Oggi sono addirittura cinque, però sviluppare soluzioni orientate a Servo al momento sarebbe un’operazione del tutto inutile.

Personalmente, sono molto preoccupato. È ipotizzabile la scomparsa definitiva di Presto nei prossimi tre o quattro anni al massimo: perché Gecko abbia lo stesso destino ne serviranno almeno dieci, mentre WebKit e Trident saranno sempre da considerare insieme a Blink. Significa che, per un decennio, gli sviluppatori dovranno adeguarsi a realizzare siti e applicazioni web che garantiscano la compatibilità con cinque engine differenti. Anziché favorire l’impiego di HTML5 e JavaScript, questo atteggiamento favorirà le app “native”.

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