Opera ha iniziato l’annunciata transizione a WebKit, pubblicando una beta del browser per Android su Google Play. In sostanza, è la prima versione pubblica del progetto ICE: l’esperimento di successo che ha convinto l’azienda ad abbandonare il proprio engine. Il browser è compatibile con Gingerbread, perciò sono riuscito a provarlo immediatamente sullo smartphone che possiedo. Ha qualche difficoltà al primo avvio, ma funziona ed è migliore del browser integrato. Pure la traduzione italiana delle impostazioni è davvero completa.

L’abbandono di Presto non salta subito all’occhio perché il precedente engine di Opera era già compatibile con la maggioranza degli standard del web: una leggera differenza può essere percepita sull’esecuzione di JavaScript. Oltre a WebKit, infatti, il browser ha adottato V8 che è il motore open source mantenuto da Google per Chrome. Questa versione di Opera è molto “pulita” e se possibile migliora l’usabilità apprezzabile con la versione tradizionale. Ovviamente, le prestazioni dovrebbero aumentare sugli smartphone più recenti.

Sono due le funzionalità più interessanti. Riguardano entrambe il caricamento delle pagine: la prima, già nota come Opera Turbo, prevede una maggiore compressione dei siti web e la seconda consente il loro salvataggio in locale per una consultazione senza connettività. Opera Beta occupa da sé ~34Mb sul dispositivo, quindi abusare della navigazione offline potrebbe limitare lo spazio a disposizione per le altre applicazioni. In generale, potrei utilizzarlo come browser predefinito perché Chrome non è compatibile con Gingerbread.