Può sembrare un paradosso – e, forse, lo è davvero – ma, nel mondo globalizzato, a fare la differenza è la precisione della localizzazione geografica. Possiamo sapere in tempo reale cosa avviene dall’altra parte del mondo, però abbiamo una maggiore necessità di conoscere gli avvenimenti del luogo in cui viviamo e soprattutto quando riguardano la rete stradale. OpenPositioningSystem (OpenPS) è un progetto che ambisce a sostituire le soluzioni controllate dai governi, come il Global Positioning System, per “liberare” questi dati.

Esistono delle soluzioni open source per generare le mappe stradali, ma nessuna può ancora “appoggiarsi” a un sistema indipendente di calcolo delle superfici. Il GPS, infatti, è controllato dai governi e mantenuto dagli eserciti: le istituzioni potrebbero decidere in qualunque momento di sospenderne la disponibilità pubblica. OpenPS intende creare una rete distribuita, basata sui sensori del cd. «internet of things», che renda superfluo il ricorso alle infrastrutture governative. Un passaggio decisivo per la totale indipendenza.

Sappiamo che il GPS è diventato uno strumento indispensabile, tanto che aziende come Garmin hanno inventato dei gadget per sfruttare i sensori integrati agli smartphone. Com’è possibile, però, evitare il ricorso ai satelliti istituzionali? OpenPS propone una rete, basata sui movimenti tellurici: dispositivi come Arduino e Raspberry Pi, equipaggiati con specifici sensori, possono calcolare le distanze fra i punti — senza utilizzare un satellite. È una proposta affascinante, cui tutti possono scegliere liberamente di partecipare.