Sono partire la scorsa settimana le vendite di OnePlus One, uno degli smartphone più attesi e discussi di questo 2014 tecnologico. Prodotto dall’omonima azienda cinese, fondata nel dicembre del 2013 dall’ex presidente di OPPO Pete Lau, il dispositivo si caratterizza per prestazioni di fascia alta proposte però a prezzo contenuto. Quali sono le peculiarità degne di nota e quali, invece, le note dolenti?

La filosofia del Never Settle

OnePlus si è affacciata sul mercato con un obiettivo preciso, rimarcato a colpi di condivisioni virali e martellante marketing: proporre un dispositivo che fosse in diretta competizione con i leader di settore, ma dai costi molto contenuti. Il tutto all’insegna del “Never Settle” (“mai accontentarsi”), claim che accompagna ogni intervento della società. Nasce così One, un phablet da 5,5 pollici, dotato di caratteristiche hardware di tutto rispetto e di una speciale ed esclusiva declinazione della già ben gradita CyanogenMod, in versione Android KitKat 4.4. Una filosofia singolare che si è protratta anche sui canali di vendita: lo smartphone non è liberamente acquistabile, fatta eccezione per le brevi finestre di preordine a partire dal 27 ottobre, bensì si basa su un sistema a inviti. Questi possono essere ottenuti da chi ha già acquistato il terminale o, in alternativa, frequentando il forum ufficiale. Ma bastano gli interventi di marketing affinché questo “flagship killer”, così è stato definito, possa davvero soddisfare propositi così altisonanti?

Dotazione hardware e design

Il OnePlus One fa delle caratteristiche hardware il suo cavallo di battaglia. L’ottima potenza del terminale è assicurata da una CPU quad-core Snapdragon 801 a 2,5 Ghz, abbinata a una GPU Adreno 300 a 578 Mhz. La disponibilità di RAM è elevatissima, ben 3 GB, mentre lo storage è disponibile in due sole modalità non espandibili: da 16 e 64 GB, a seconda si scelga la versione “Silk White” o “Sandstone Black”. Completano la dotazione uno schermo da 5,5 pollici in risoluzione 1.920×1.080 con tecnologia IPS, protetto da uno pannello resistente Gorilla Glass 3. Quindi un circuito LTE compatibile con tutte le frequenze internazionali, un chip NFC per i pagamenti mobile, WiFi 802.11ac, Bluetooth 4.0, GPS con GLONASS e bussola digitale, accelerometro, giroscopio, sensori di luminosità e tre microfoni per la riduzione del rumore ambientale. Il top delle prestazioni si raggiunge però con una batteria da 3.100 mAh, quindi con le due fotocamere incluse. Quella posteriore vede l’impiego di un sensore Sony Exmor IMX 214 da 13 megapixel, arricchito con 6 lenti e filtro antiaberrazione, quindi con una focale da f/2.0 e da un dual flash. Questo obiettivo, inoltre, può registrare video in 1080p e 4K, nonché slowmotion a 60 e 120 fps. La fotocamera frontale, invece, è da 5 megapixel con campo allargato: la soluzione perfetta nell’era dei selfie.

Il design è mediamente curato, sebbene meno sottile di altre simili proposte sul mercato. Le dimensioni sono infatti di 15.29 centimetri in lunghezza, 7.59 in larghezza e 0,89 in spessore, per un peso di 168 grammi. L’aspetto è squadrato, ma lievemente arrotondato alle estremità, tuttavia a stupire è la scocca posteriore: ruvida e antiscivolo, molto simile alla sensazione tattile della pietra pomice. Sui lati si trovano i due pulsanti fisici, a destra l’accensione e a sinistra il volume, mentre alle estremità superiore e inferiore si rilevano il jack per le cuffie, la presa Micro-USB e i fori per le due altoparlanti stereo. La confezione è elegante, in colore bianco e rosso, e comprende una graffetta per l’espulsione della SIM, un adattatore aggiuntivo da Nano a Micro-SIM e un cavo USB piatto.

Software e prestazioni

Con delle peculiarità hardware di così alto livello, le prestazioni non possono che essere fulminee. Merito anche della declinazione di Android nella CyanogenMod 11S, specificatamente sviluppata per questo modello e garanzia di pieno supporto al futuro Android 5.0 Lollipop. La navigazione con Chrome è estremamente fluida, così come il pinch-to-zoom. Lo stesso vale anche con un gaming dalle prestazioni incredibili, tanto che non si scende sotto i 25 fps anche per le elaborazioni 3D più complesse. L’autonomia della batteria garantisce inoltre una copertura ben più ampia delle 24 ore, mentre la ricezione sia WiFi che sulla rete cellulare è sempre buona, anche se non eccelsa.

Un commento a parte spetta però alla multimedialità: nonostante le ottiche di alto livello, vi è forse qualche problema nell’ottimizzazione dell’applicazione fotografica di default: pur essendo elegantissima e molto comoda, poiché appositamente sviluppata da Cyanogen, gli scatti tendono a essere sovraesposti e desaturati. Fortunatamente il problema si risolve con le impostazioni manuali, dalle foto in RAW all’esposizione, oppure impostando uno dei tanti preset disponibili come “HDR” o “Immagine Pulita”. In alternativa, risultati più gradevoli si possono ottenere tranquillamente con le fotocamere di terze parti.

Note dolenti e conclusioni

Nonostante la filosofia del “Never Settle”, il OnePlus One fallisce su alcuni fronti. Sono infatti molti gli utenti che, sul nutrito forum ufficiale, si lamentano per due problemi ricorrenti. Il primo è un alone giallo quasi impercettibile a fondo schermo, forse derivato da una mancata asciugatura di un collante. Non è dato sapere se col tempo sparirà da sé, così come avvenuto in altri casi celebri, ma pare al momento non sia un difetto sostituibile in garanzia. Il secondo riguarda invece un touchscreen poco funzionale nelle versioni dello smartphone distribuite in primavera ed estate, parzialmente corretto da un recente aggiornamento software. A questo si deve aggiungere un’assistenza mediamente lenta e completamente all’estero, poiché non esistono centri di raccolta italiani. Soppesati questi elementi, però, il prezzo record di 299 euro potrebbe pienamente giustificarne l’acquisto.

VOTO: 8