OneNote è un programma che Microsoft ha introdotto già nel lontano 2003 su Office e permette di prendere appunti da condividere coi propri contatti, dai colleghi ai compagni di classe. Non ha mai impressionato – almeno, non il sottoscritto – finché non è stato presentato Surface Pro 3: il tablet, capace di sostituire un notebook, che arriverà in Italia ad agosto. Che cos’è cambiato e perché adesso OneNote può competere alla pari con delle app come Evernote? Semplicemente, Microsoft è riuscita a completare il proprio ecosistema.

Esistono versioni di OneNote per iOS, Android e Mac OS X… ma non è questo il punto. Grazie alle novità introdotte su Windows 8.1 – per il quale la app è disponibile gratuitamente, anche con la variante RT del sistema operativo – e l’uscita di Windows Phone 8.1, OneNote ha raggiunto quella maturità che la rende perfetta per gestire i propri appunti: non è un caso che sia stata l’unica applicazione di Microsoft a essere mostrata su Surface Pro 3. Perché può sostituire Evernote? Perché è gratis e soprattutto integrata con OneDrive.

Ottimizzata per il touch, OneNote propone grossomodo le stesse funzionalità di Evernote – dalla scrittura a mano alla registrazione vocale. Le alternative si sprecano, ma quante danno la possibilità d’usare un unico profilo per gestire tutti i task e gli appunti? Soltanto Google Apps con Keep, che mi venga in mente subito. Oppure, appunto, OneNote che permette di gestire gruppi come Classroom: associata a Windows 8.1 e/o a Windows Phone 8.1 consente di creare un ambiente molto completo per la produttività con Office 2013 o 365.