Oculus Rift, il visore per realtà virtuale più chiacchierato e imitato del momento, non si limiterà solo ai videogame ma porterà anche nel mondo del cinema quell’esperienza sensoriale su cui si fantastica dalla fine degli anni ’80. Un cortometraggio interattivo visto al Sundance Film Festival ne illustra le enormi potenzialità.

La startup Oculus VR, acquisita da Facebook lo scorso anno, ha messo in piedi una sezione chiamata Oculus Story Studio che si occuperà d sperimentare con la realtà virtuale sul fronte cinematografico. Il corto “Lost”, realizzato in una computer-grafica stile cartoon, è un immersivo filmato di 5 minuti che può essere letteralmente esplorato dallo spettatore, catapultato in bosco pieno di sorprese da cercare con lo sguardo e rumori che lo stimolano a girare la testa verso una precisa direzione.

Si parla quindi di un passo avanti molto più profondo, affascinante e sensato, rispetto ad una semplice proiezione in 3D con occhialini polarizzati. I dubbi pratici rimangono prevalentemente legati alla durata (un’esperienza di questo tipo può reggere per due ore di fila?) e sulla possibilità di diffondere anche in una tipica sala cinematografica tanti (e costosi) visori. Dato che Oculus Rift nasce come periferica casalinga, per un utilizzo privato, i suoi “personalizzabili” film potrebbero restare confinati in ambito home video.

Con un’interattività di questo tipo il confine tra videogioco e film comincia poi ad essere meno chiaro. I puristi del cinema classico, che ti fa “spiare” una storia dall’esterno senza chiederti di partecipare attivamente, potrebbero non apprezzare una svolta di questo tipo, in cui lo spettatore si ritrova invece al centro del set, diventando protagonista e anche un po’ regista.

Immagine – oculus.com