Aria di tempesta tra il founder di Oculus Rift e la Apple: Palmer Luckey, il creatore del visore di realtà aumentata acquistato da Facebook, ad un’esplicita domanda circa un futuro supporto al sistema operativo Macintosh, si lascia andare a dichiarazioni forse un po’ provocatorie.

“Questa scelta non spetta a noi, bensì alla Apple: se riusciranno a produrre un buon computer, noi lo supporteremo” ed aggiunge “tutto si riduce ad un semplice dato di fatto: si può comprare un Mac da 6.000$ con tutte le caratteristiche top di gamma e nonostante ciò, non rientrare nei nostri requisiti minimi raccomandati”.

Il problema dei dispositivi dell’azienda di Cupertino, dunque, sta nell’hardware: i Mac di fascia alta (Pro) utilizzano una GPU discreta, ma progettata per applicazioni professionali a discapito dell’aspetto videoludico. I visori di realtà aumentata come Oculus Rift richiedono un processore grafico concepito unicamente per il gaming, come Nvidia GTX 970 o superiori, per fare un esempio.

Luckey continua: “se la loro priorità ritornerà ad essere una GPU di fascia alta, come lo era per i Mac di una volta, noi saremo entusiasti di offrire il supporto all’Oculus Rift, ma per adesso, non esiste una singola macchina targata Apple che lo supporti. Quindi, anche se noi offrissimo compatibilità lato software, per gli utenti risulterebbe praticamente inutilizzabile”.

Il CEO di Apple, dall’altro lato, ha espresso interesse nella realtà virtuale, affermando “non è un prodotto di nicchia. È veramente fantastico, ed ha molte applicazioni interessanti”. Ma per il futuro imminente, purtroppo, Apple sembra non essere al passo con i tempi, almeno per quanto riguarda il crescente mercato dei visori VR.