Facebook è sempre al centro di tanti nostri articoli perché al di là della sua essenza, l’essere un social network, alla fine scatena una serie di polemiche e discussioni sulla privacy e sulle modalità d’iscrizione. 

Abbiamo già parlato delle modifiche alla privacy che Facebook vuole introdurre, perché potrebbero sconvolgere un po’ la permanenza nel mondo digitale degli utenti, chiamati per l’occasione ad esprimersi favorevolmente o contro le nuove disposizioni d’uso del social network blu.

Ci siamo anche interrogati sulla liceità di alcune amicizie, quelle che mettono in relazione categorie di utenti contrapposte nella vita reale, per esempio gli alunni e i professori. Ci sono diverse correnti di pensiero. Non ci sarebbe niente di male in teoria ma è giusto che la considerazione di un alunno da parte del consiglio docenti sia influenzata dai suoi post e quella di un docente dalle cose che scrive su FB e non dice a voce?

Oggi, Wired propone un altro dibattito: Facebook dovrebbe aprire ai bambini, cioè ai ragazzi che anagraficamente oggi sono esclusi dal social network? Facebook è interdetta agli under13 che non bluffano sulla loro età.

Chi è favorevole all’ingresso dei ragazzi, vede la loro iscrizione a Facebook come un nuovo strumento di controllo nelle mani degli adulti. Mentre chi è contrario si preoccupa della sovraesposizione emotiva e del cyberbullismo in cui i ragazzi potrebbero incorrere.

Ecco il link per esprimere la propria opinione.