Sony ha organizzato un evento dedicato alla scoperta delle proprie fotocamere con ottiche intercambiabili E-Mount in un contesto unico e affascinante, quello dei mercatini natalizi a Trento e della limitrofa Valle dei Laghi.

Tre sono state le protagoniste assolute del nostro viaggio alla scoperta delle ultime proposte Sony nel mondo delle mirrorless: a7S, a7R e a6000. Se le prime due sono le ammiraglie nel mondo Full Frame, la seconda è la più versatile e potente fotocamera con sensore in formato APS-C.

Famiglia a7 ridefinita

Sony ci ha deliziato con un tris di fuoriclasse, dalle anime distinte e definite. Infatti, l’Alpha a7S e l’Alpha a7R rappresentano l’evoluzione della prima proposta Full Frame nel campo delle mirrorless, la a7, diventata rapidamente una delle fotocamere più desiderate del mercato: corpo in magnesio compatto ed elegante, sensore CMOS a pieno formato da 24,3 megapixel e un’ampia personalizzazione dei comandi.

Dopo il successo della a7, Sony ha dunque differenziato la famiglia con due soluzioni dall’anima ben distinta, capaci di eccellere nei rispettivi ambiti: massima sensibilità per la a7S e massima risoluzione per la a7R.

È inoltre recentissimo l’annuncio della a7 II, l’evoluzione della capostipite, con una presa migliorata ma soprattutto con uno stabilizzatore a cinque assi integrato nel corpo macchina.

Purtroppo questo gioiello della tecnica giapponese arriverà presumibilmente l’anno prossimo in Italia, noi ci siamo comunque consolati con due assolute protagoniste del mercato.

Design

Entrambe condividono lo stesso corpo macchina che fa dell’eleganza minimale e retrò i suoi tratti distintivi: è un vero piacere osservare e rigirare tra le mani un oggetto così pregiato per materiali e finiture.

A volte, però, quello che funziona esteticamente non ha ripercussioni positive dal punto di vista dell’ergonomia, così accade anche per le a7R e a7S. Infatti, le dimensioni sono molto contenute, una sensazione percepibile da chi ha mani grandi e/o dita lunghe. La presa non è così pronunciata in profondità, pur essendo modellata a dovere, inoltre manca qualche millimetro in altezza per tenerla in mano comodamente e con la massima sicurezza.

I pulsanti sono disposti con mestiere, però: abbiamo tutto quello che ci serve per controllare le due declinazioni della serie a7, potendo contare anche su un’ampia personalizzazione dei pulsanti di scatto. È un vero piacere riuscire a cucire la fotocamera sulle proprie esigenze!

Peccato per la posizione sacrificata del pulsante dedicato alla ripresa video, specie per la a7S, pensata espressamente per i videomaker.

a7S: pensata per i videomaker

La Sony a7S ha una risoluzione dimezzata, arrivando a 12,2 Mp, puntando dunque tutto sulla massima sensibilità e quindi sulle performance in condizioni di scarsissima luminosità: partiamo da 50 ISO e arriviamo sino a 409.800, un valore che lascia letteralmente a bocca aperta.

Provando la a7S all’aperto dopo il tramonto, o in ambienti chiusi scarsamente illuminati, si rimane colpiti da quanto dettaglio riesca a leggere anche a valori ISO relativamente elevati per una reflex Full Frame tradizionale – siamo arrivati tranquillamente a 25.000 ISO – e da quanto sia contenuto il rumore digitale.

I fotografi più smaliziati acquisiranno gli scatti in RAW per poi lavorarli comodamente in post produzione per tirare fuori il meglio da ogni immagine, chi non vuole preoccupazioni può comunque contare su file JPG dall’eccellente rapporto segnale/rumore e da una soddisfacente fedeltà e vivacità dei colori.

Tutto lavora al massimo delle possibilità sulla a7S, compreso un efficace motore di elaborazione delle immagini Bionz X e un sistema AF veloce e preciso.

Le potenzialità in Full HD sono ad altissimo bit rate nel formato XAVC S – sino a 50 Mbps – con tutto quello che serve ai videomaker, a partire da time code e user bit per finire con la lunga lista di accessori. La chicca è la possibilità di registrare in 4K Ultra HD sfruttando ogni singolo pixel del sensore CMOS Exmor, ma solo disponendo di un registratore esterno compatibile.

a7R: fin nel minimo dettaglio

Chi vuole il massimo dettaglio in formato Full Frame può contare sull’altrettanto eccellente a7R, dove la R del nome sta per risoluzione.

A leggere i puri dati si rimane di sasso: sensore CMOS Exmor Full Frame da 36,4 megapixel senza filtro low pass, per liberare tutte le sue potenzialità nella cattura di ogni minimo dettaglio.

Questo lavora a braccetto con il motore grafico Bionz X e sul sistema AF a contrasto, con alcuni miglioramenti volti al raggiungimento delle massime performance: velocità di elaborazione del segnale parallelo più elevata, circuiti analogici più piccoli e silenziosi e conversione del segnale più rapida per un livello di dettaglio più alto.

Le immagini acquisite, soprattutto quelle agli ISO più bassi, sono sublimi per la ricchezza dei dettagli, ma non solo. Infatti, la tecnologia per la riduzione delle diffrazioni produce contorni più naturali e riduce la sfocature delle zone di luce, soprattutto alle aperture minori. Cosa ne consegue? Le immagini sono più realistiche e naturali, grazie anche a una riproduzione fedele delle varie tonalità cromatiche.

L’estensione della sensibilità nella a7R non raggiunge le vette della a7S, pur difendendosi con onore: si parte da 100 per arrivare sino a 51.200 ISO. A convincere sulla a7R sono però altre caratteristiche, come l’algoritmo di rilevamento degli oggetti che abilita un controllo preciso della messa a fuoco, estremamente flessibili in fatto di personalizzazione, a partire da quella automatica con blocco sui soggetti in movimento oppure di tipo flessibile per selezionare un’area “cucita” a misura sul soggetto ripreso.

a6000: piccola ma sorprendente

Messa di fianco a due fuoriclasse come a7S e a7R, la piccola Alpha a6000 rischia di rimanere in ombra. E sarebbe un vero peccato, perché questa compatta mirrorless con sensore in formato APS-C vanta uno dei più veloci – se non il più veloce – sistema autofocus nell’attuale panorama mondiale.

Infatti, il sistema AF denominato 4D Focus offre performance esaltanti soprattutto in velocità. Si tratta di una tecnologia ibrida – a rilevamento di fase e di contrasto – che agisce su quattro dimensioni: ampia copertura (2D, in altezza e larghezza), rapidità (3D, profondità) e funzione di blocco predittivo potenziati (4D, tempo).

L’obiettivo di Sony è proporre una fotocamera a lenti intercambiabili estremamente compatta e piacevole da usare, potendo contare su un’ergonomica disposizione dei comandi, su un eccellente schermo posteriore inclinabile e su un mirino elettronico OLED Tru-Finder ultra definito.

Non dobbiamo aspettarci performance assimilabili alle fuoriserie della famiglia a7 con sensore Exmor Full Frame, in ogni caso quello APS-C da 24,3 Mp della a6000 lavora a braccetto con il potente processore d’immagine Bionz X per produrre immagini equilibrate per dettagli, fedeltà e ricchezza dei colori e rumore digitale contenuto.

Se a7R e a7S sono le “fotocamere” per il fotografo e il videomaker professionali che vogliono il massimo per dettagli e flessibilità in scarse condizioni di luce, questa a6000 si rivela rapidamente un gioiello di miniaturizzazione.

Ci ha soddisfatto, nella nostra esperienza ai mercatini natalizi di Trento e nella spettacolare Valle dei Laghi a pochi chilometri dalla cittadina trentina, soprattutto per l’equilibrio tra maneggevolezza, comodità, creatività, performance e anche connettività grazie al supporto NFC e Wi-Fi. In sostanza, può rappresentare la soluzione ideale per il fotografo di viaggio che, con un parco ottiche ben ragionato, potrà completare l’album dei propri ricordi con immagini vive ed estremamente personali.