Meno di uno su quattro. Sono gli esseri umani nel web. Lo riporta un‘indagine di Incapsula, azienda che si occupa di combattere i bot, ossia i computer che operano dietro istruzioni assegnate da umani che li hanno progettati, quasi sempre, per compiere operazioni non proprio benevole. Ci si può fidare di Incapsula? Be’, se si è fidata la BBC, forse possiamo farla anche noi.

Per realizzare l’analisi Incapsula ha analizzato 1,45 miliardi di visite di bot durante un periodo di 90 giorni.

Non tutti i bot però sono cattivi. Il 31 per cento secondo Incapsula sono bot buoni. Quelli cattivi invece, che sono la maggior parte, si dividono in:

  • scraper che duplicano contenuti, rubano mail per spammare o fanno cose simili;
  • hacking tool, come malware injection o ladri di dati, come quelli della carta di credito;
  • spammer;
  • programmi che impersonificano utenti, in crescita dell’8 per cento.

Quando parliamo di sicurezza informatica abbiamo sempre qualche dubbio relativamente ai dati che vengono distribuiti da questo tipo di aziende, ma credo che tutti noi abbiamo notato il crescere di fenomeni come quello dei bot su Instagram responsabili della recente ondata di spam.

Seguite Silvio Gulizia su Twitter e Google+