Viktor Marohnić, CEO di ShoutEm, è intervenuto su The Next Web riguardo alle notifiche push: quegli avvisi in tempo reale che compaiono su tablet e smartphone, inviati dalle app più disparate. Secondo lui, se fossero disponibili anche in HTML5 porterebbero a una sconfitta delle applicazioni “native” e io sono abbastanza d’accordo con questa tesi. La situazione è complessa perché, soprattutto sul desktop, i principali browser permettono già qualcosa di simile. Penso a Chrome e Internet Explorer. Firefox e Opera non mi risultano.

Le applicazioni web, sempre più simili ai siti, non hanno un accesso diretto alle funzionalità del sistema operativo sul quale sono eseguite perché sono concepite per essere accessibili da qualunque piattaforma e di conseguenza non possono inviare notifiche push. La soluzione concepita da Marohnić è un compromesso che le snaturerebbe: interagire con iOS o Android per accedere agli aggiornamenti in tempo reale e proporli su tablet e smartphone come quelle “native”. È la sfida più complessa, per chi sviluppa in HTML5 e JavaScript.

Microsoft ha già affrontato il problema con IE 9 che ha introdotto i Pinned Sites, ovvero la possibilità di salvare dei link ai preferiti sul desktop e accedervi dalla barra degli strumenti di Windows. Quando un sito è aggiornato, l’icona lo notifica all’utente: è grossomodo l’approccio che potrebbero avere le notifiche push in HTML5. Purtroppo, Internet Explorer non è disponibile su altri sistemi operativi e l’infrastruttura che riconosce questi avvisi è “nativa” quanto le app di iOS o Android. Chrome ha un sistema differente.

Il browser di Google può recuperare gli aggiornamenti delle pagine dai feed e proporli come notifiche sul desktop grazie a WebKit, l’engine condiviso con Safari. La differenza tra i sistemi operativi è nell’infrastruttura che genera la grafica delle notifiche, ma non sussiste lo stesso problema di IE. Il fatto è che chiudendo Chrome l’utente non riceverebbe più gli update: le applicazioni “native”, invece, possono continuare a lavorare in background. Ecco perché le notifiche push tuttora non sono disponibili sulle app in HTML5.

Qualcuno potrebbe suggerire che, chiudendo la connessione a internet, neppure le notifiche push possono essere ricevute. Certo, ma senza la corrente non potete guardare la televisione! A differenza delle soluzioni previste da Internet Explorer e Chrome, però, le applicazioni “native” (se non avete cambiato le impostazioni) inviano tutti gli aggiornamenti arretrati al dispositivo appena riconnesso. HTML5 richiede che l’utente acceda volontariamente alla determinata app o al sito. La maggiore interazione genera un minore successo.

Come se ne esce? Pretendere che gli utenti facciano da sé equivale a non ammettere l’esistenza del problema. Secondo me, il nuovo standard di HTML5.1 dovrebbe considerare l’ipotesi di concepire un framework apposito. Marco Casario ha parlato nel dettaglio dello storage in HTML5 e il passaggio da quello alla distribuzione delle notifiche è breve: tra le risorse indispensabili alle startup, ho incluso Node.js che potrebbe sfruttare JavaScript per l’invio degli aggiornamenti in tempo reale. Serve soltanto un centro di smistamento.

Photo Credit: Marco Paköeningrat via Photo Pin (CC)