L’aveva anticipato Alessio Biancalana, prospettando uno scenario “apocalittico”: Nokia ha davvero intenzione di produrre un tablet con Windows RT. Sirius – che dovrebbe essere associato al brand dei Lumia – proporrà una superficie da 10.1” per 1920×1080 pixel, 2Gb di RAM e due fotocamere da 6Mpixel e 2Mpixel con 32Gb di memoria interna. Tra le altre caratteristiche, supporterà le reti 4G/LTE e includerà anche uno slot per le MicroSD. L’azienda dovrebbe presentare il tablet da $499 al prossimo evento del 26 settembre a New York.

Intendiamoci, Sirius non è un pessimo device: le specifiche sono convincenti. Il problema è Windows RT, già abbandonato da aziende come Acer e ASUSTeK per via dei propri limiti. Se non bastasse, Nokia intende posizionare il tablet nel segmento di iPad — tanto per le dimensioni, quanto per il prezzo. Chi acquisterebbe un dispositivo da cinquecento dollari, senza il supporto delle applicazioni? Pochi, come i consumatori che hanno optato per un Surface RT. Perché ostinarsi a investire sulla piattaforma? Un’imposizione di Microsoft?

Nokia ha un enorme problema: quando Symbian è stato superato da iOS e Android è stata costretta a scegliere Windows Phone per sopravvivere alla concorrenza. Poteva puntare su Android, ma sarebbe equivalso ad ammetterne la superiorità — col senno di poi, avrebbe guadagnato di più. Legandosi a Microsoft, l’azienda deve appoggiarsi a due sistemi operativi discreti che non hanno le stesse funzionalità della concorrenza e deve inventarsi “qualcosa”. Dopo uno smartphone discutibile, un tablet inutile. Per Nokia è l’inizio della fine?

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