Da ormai più di qualche ora sul sito cinese Digi-Wo campeggia un’immagine, un leak di un tablet di Nokia che sta chiaramente a significare la produzione in corso di un tablet con Windows RT da parte della società finlandese. Nonostante si vociferasse da tempo di una scelta simile, sinceramente non avrei mai pensato che Nokia si azzardasse a fare una mossa tanto scellerata. Perché? Beh: analizziamo come si è mossa la concorrenza, (quasi) con successo.

Il miglior caso di successo simile che mi viene in mente è Google: nonostante la Apple abbia infatti creato un enstablishment notevole con iOS nel campo dei device mobili, Google è stata capace di lanciarsi, quasi con un processo di concorrenza sleale, abbassando i prezzi del settore smartphone e rendendo questi dispositivi accessibili a chiunque, tramite un sistema operativo che pur avendo notevoli pecche di progettazione (Android 2.3 non godeva di completa accelerazione hardware, e cose simili), ha saputo imporsi grazie all’adozione di parecchi marchi, famosi e non, nella produzione dei propri “telefoni”.

Una volta reso l’ecosistema pronto, e una volta penetrata la clientela con un feeling positivo riguardo l’OS (eccezion fatta per i prodotti a marchio Samsung, dove l’ignoranza dell’utente sull’OS è quasi superiore all’ignoranza media di un utente Apple su cosa sta maneggiando), ha fatto il secondo passo: rimediare alle pecche di progettazione e far disegnare finalmente dei tablet con una UI dedicata che scalasse correttamente all’aumentare dei pollici e al modificarsi del form factor. Abbiamo così avuto Nexus 7, Nexus 10, e tanti altri prodotti non a marchio Google che non sono riusciti a spodestare l’iPad dal primo posto nel podio dei tablet più usati, come ci racconta Silvio Gulizia, tuttavia quantomeno hanno segnato un successone nell’avvicinarvisi. Stappiamo lo champagne, happy ending, titoli di coda, fine.

Nokia sta mettendo in pratica, in combutta con Microsoft e non imparando dal fallimento di quest’ultima con Surface RT, una sorta di case history simile ma diversa nei punti salienti. Il primo? È Windows. Windows è qualcosa di cui la gente ha pregato qualsiasi dio di sua conoscenza di essere liberata. Almeno nel settore mobile, tutti questi signori sono stati accontentati: è arrivata Google con Android, in tempissimo rispetto alla concorrenza, e Microsoft è rimasta ad aspirare (famelicamente) le briciole. Ora che i malfunzionamenti di Windows, gli schermi blu, eccetera eccetera, rimangono solo un banale retaggio culturale legato a Windows XP e Windows Vista (e inferiori, ma per brevità non li includo, diciamo), comunque le persone sono rimaste diffidenti rispetto a quel marchio, e nonostante con Windows 8 Microsoft stia facendo un lavoro abbastanza buono in termini di customer satisfaction, comunque ci vorrà ancora un po’ perché le persone arrivino a considerare un OS come Windows sinonimo di qualità.

Diciamo anche che il fatto che Windows RT non possa eseguire le applicazioni per desktop non aiuta per niente, di certo. Questo ha fatto si che Microsoft Surface RT vendesse meno di niente, in pratica, e che la casa madre si trovasse a smaltire tonnellate di invenduto. Certo, a quel prezzo.

Sicuramente sul prezzo il tablet di Nokia sarà molto più aggressivo e farà indubbiamente si che qualche utente arrivi quantomeno a considerarlo in fase di acquisto. Il problema tuttavia è: Modern UI funziona sui PC? Forse si. Ma sui tablet? Ai posteri l’ardua sentenza. Certo, produrre un tablet a brand Lumia per Nokia rimane un investimento notevole, che nel caso in cui andasse male, sarebbe il canto del cigno per un’azienda la cui profittabilità è crollata dalle stelle alle stalle, per via di una partnership poco fortunata, nonostante delle scelte tecniche sublimi.

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