Le e-mail truffaldine proliferano nel web che si aspetta di trovare ancora tanti utenti ignari dei pericoli contenuti in un messaggio di posta elettronica. La storia insegna che le e-mail truffa più riuscite sono quelle scritte in Africa. Ecco una breve ricostruzione della storia dello spam.

Internet si evolve ma le truffe tramite email sono grosso modo sempre le stesse. Per convenzione i messaggi truffaldini di spam si chiamano “email nigeriane” perché all’inizio il design prevedeva uno sfondo con il paese africano.

Adesso il Continente nero non è più al centro dei messaggi, al contrario i testi della posta elettronica vanno a pescare nell’immaginario esotico degli utenti.

Gli inganni tramati tramite web sono sempre all’ordine del giorno e nonostante gli avvertimenti che arrivano dalle forze dell’ordine, dalle associazioni in difesa dei consumatori e da tanti utenti esperti del web, c’è ancora qualcuno che ci casca con tutte le scarpe.

Paradossalmente si può fare un calcolo matematico per vedere quanti abboccano all’esca dello spam. Cormac Herley di Microsoft spiega che per la legge dei grandi numeri, un utente che trova appetibile l’offerta fasulla di uno spam c’è sempre.

Molti client di posta elettronica mettono a disposizione degli utenti i filtri antispam o la possibilità di indicare mail ritenute pericolose. L’attenzione costante è comunque il miglior antidoto contro i truffatori.