Al giorno d’oggi sembra che avere un profilo su Facebook equivalga ad accettare una limitazione della propria sfera personale. Eppure c’è qualcuno che pur essendo social è riservato.Le premesse da fare in realtà sono due: la prima è la diffusione dei social network che contribuiscono a tenere in contatto milioni di utenti ogni giorno all’interno della loro cornice di giochi e applicazioni. Si pensi soltanto a Facebook, o a Twitter o anche a Google+.

La seconda premessa riguarda la diffusione massiccia della navigazione in internet tramite dispositivi mobili. Non essendo una pratica ancestrale ma essendo il frutto di nuove tendenze, i cellulari che consentono la navigazione sono spesso strumenti immaturi e vulnerabili.

Ovvero capita che navigando su Facebook dal proprio cellulare ci si esponga ai furti di identità ad opera di pirati informatici molto esperti. Per rispondere alle esigenze crescenti di tutela della privacy la NGM ha inventato Coffee.

Un cellulare che contempla numerose applicazioni per accedere ai social network, quindi è predisposto per la connessione UMTS e Wi-Fi ma allo stesso tempo tutela la sicurezza degli utenti. Come?

Attraverso un firewall che blocca sms e chiamate indesiderate, poi consente di archiviare dati e contatti importanti in un’area riservata, permette di stabilire una password per l’accesso alla rubrica e ai messaggi.

Tra le altre caratteristiche l’essere dual sim e la possibilità di aggiungere alle chiamate un rumore di sfondo, utile stratagemma per far intendere all’interlocutore che si è altrove.