Qualche giorno fa, Hamish McKenzie ha pubblicato su PandoDaily un articolo riguardante i trend del web design per i portali d’informazione: sono diventati molto simili alle applicazioni dedicate ai dispositivi mobili ed «è cosa buona e giusta» che sia così. L’obiettivo degli editori – nell’era della information overload – è inserire quanti più contenuti in uno spazio ridotto. Sono cambiate le nostre abitudini, perché tutti consultiamo le notizie online da tablet e/o smartphone con maggiore frequenza e minori tempi d’attenzione.

Intervengo spesso sul responsive design e, senza peccare di presunzione, avevo anticipato il fenomeno: app e siti web sono destinati a coincidere. Chi, infatti, installerebbe un’applicazione per ogni singola testata che consulta? La memoria dei dispositivi sarebbe “invasa” dai quotidiani online e, dal punto di vista tecnologico, non è affatto necessario. HTML5 e JavaScript sono sufficienti a garantire la massima leggibilità delle news su qualunque device… e per l’utente non hanno la stessa invasività delle applicazioni “native”.

Il concetto di design responsivo è sempre esistito: concordo coi colleghi che tendono a sfatare il “mito” per cui sia stato adottato soltanto di recente. Purtroppo, la globale lentezza nell’aggiornamento dei siti – e il numero sovrabbondante di pagine web obsolete – esistenti dà l’impressione che le nuove possibilità siano implementate giusto dai pionieri. Tuttavia, il responsive design non è il futuro. È il passato, perché la tecnologia è andata oltre col concetto di pre-sponsive che riprenderò e conosceremo a partire da CSS4.

Photo Credit: Jeffrey Zeldman via Photo Pin (CC)