Novità in arrivo nel panorama smartphone anche se non direttamente collegate al nostro paese. Si è parlato in tantissime occasioni di quanto i dati degli utenti siano considerati materiale da proteggere, ma tale concetto potrebbe presto essere destinato a cambiare. Una nuova proposta di legge è stata infatti avanzata negli Stati Uniti, a New York per la precisione, e questa chiede che sia obbligatorio per tutti i produttori di smartphone includere nei dispositivi commercializzati un modo per permettere alle forze dell’ordine di scavalcare i blocchi e le password ed accedere agli stessi device.

Come riporta 9to5Mac, si tratta di un provvedimento simile alla Investigatory Powers Bill attualmente in discussione nel Regno Unito, a cui Apple si è pubblicamente opposta, affermando come le agenzie governative e in generale le autorità statali non debbano avere accesso in alcun modo ai dispositivi ed alle informazioni degli utenti, nemmeno tramite particolari software o backdoor, vie d’accesso esclusive integrate direttamente dalle aziende produttrici. Il disegno di legge di New York prevede che tutti gli smartphone fabbricati e distribuiti nello stesso stato debbano poter essere sbloccati dal produttore o da chi fornisce il sistema operativo, pena una multa di 2500 dollari per ogni dispositivo che violi la norma.

La posizione delle aziende con Apple ed il suo CEO Tim Cook in prima linea è per contro chiarissima e netta, secondo cui i dati degli utenti non debbano in alcun modo poter essere violati in nome della privacy. Nel Regno Unito il provvedimento citato in precedenza obbligherebbe l’azienda di Cupertino ad integrare backdoor su iPhone, iMessage e FaceTime, ponendo fine di fatto alla crittografia applicata ai propri strumenti. C’è anche da considerare che la possibilità di sbloccare i dispositivi con diminuzione della crittografia favorirebbe i tentativi di accesso indesiderati ai dati degli utenti. Non ci resta che attendere per seguire gli sviluppi della vicenda.