Dimentica il miliardo pagato da Facebook per Instagram e la cifra leggermente più alta che Yahoo! ha investito in Tumblr: Google è arrivata a spendere addirittura $3.2 miliardi per acquisire Nest Labs, una startup che s’occupa di termostati e altri dispositivi della cosiddetta «internet delle cose». Un prezzo altissimo – forse, persino troppo – che aiuterà Mountain View a proporre la propria infrastruttura per una smart home con Android. Sì, perché l’obiettivo esplicito è quello d’“invadere” la tua casa attraverso Android@Home.

Ricordi che avevo già citato EnergySense, la app che sostituisce PowerMeter per monitorare i consumi energetici? Sostenni che sarebbe stata inutile, senza un termostato dedicato, e Google ha pensato d’impossessarsi di quelli prodotti da Nest Labs: sono esattamente ciò che serve a completare l’ecosistema. Ha pagato troppo? Può darsi, ma nessuno dei suoi concorrenti ha ancora pensato a qualcosa del genere. Samsung aveva presentato al CES 2014 la propria Smart Home che, però, riguarda piuttosto l’intrattenimento… e la produttività.

Glass, EnergySense e Nest Labs: il percorso di Google nella domotica è a trecentosessanta gradi. Android@Home – annunciato a I/O nel 2012 – era tristemente noto per il fallimento del Nexus Q, ma adesso un partner come Technogym l’ha installato sui tapis roulant e presto questa stessa infrastruttura permetterà di rendere smart la propria abitazione. È la grande differenza fra iOS di Apple, che ad oggi è “soltanto” un sistema operativo per tablet e smartphone, e Android che può essere già installato su qualunque device integrato.