Per diversi anni ho praticato snowboard in una località di montagna, prevalentemente affittando una casa per trascorrere i fine settimana con gli amici, ma soprattutto per avere un posto di ristoro dove la vita è più lenta, dove trovi ancora persone genuine e dove la montagna con i suoi silenzi ti dà la possibilità di riflettere e ragionare su tante cose lavorative e non. Giovedì scorso, in virtù di questa cosa ho iniziato a pensare di realizzare un qualcosa che possa sfruttare queste caratteristiche della montagna con quello che faccio di solito. Così pensando, è nato questo progetto scritto molto in fretta e di getto nel gruppo degli Indigeni Digitali.

L’idea è creare un movimento composto da persone che facciano lo stesso lavoro, principalmente nell’ambito della tecnologia, ma non solo, e che amino e sposino a pieno il concetto di eco-sostenibilità. Ho pensato che potrebbe esser un’ottima idea rivalorizzare un borgo italiano ormai disabitato o parte di esso per creare il primo esperimento dove startupper, creativi, persone che amano questo stile di vita possano lavorare in un ambiente unico e con il doppio vantaggio di instaurare facilmente nuove relazioni professionali e nel contempo riqualificare zone d’Italia ormai pressochè abbandonate.

Spesso chi ha una vision del genere è contro o comunque non vede di buon occhio l’uso della tecnologia con lo stile di vita descritto. Io invece, insieme a tanti altri e soprattutto il primo che ha sposato l’idea, Walter Franchetti, e il primo con cui ne ho parlato, il mio socio Ennio Masi, pensiamo che la tecnologia e lo sfruttamento di essa può soltanto migliorare le condizioni di vita e questo mini-esperimento potrebbe esser il primo caso a dimostrarlo, almeno sul territorio italiano.

Giovedì ho condiviso il concetto su ID e questo post da subito ha suscitato interesse e un po’ di buzz. Sappiamo che ripopolare un borgo disabitato sarà una sfida difficilissima da affrontare, ma sappiamo anche che questo potrebbe portare molti vantaggi, come:

  • la rivalorizzazione ambientale, con possibilità di accesso a fondi statali per attività montane;
  • la creazione di un polo tecnologico combinato in modo perfetto con la bellezza scolpita negli anni dei nostri borghi italiani;
  • dare la possibilità alle neonate imprese di focalizzarsi principalmente sulla proprio idea con ritmi di vita che potrebbero permettere di vivere con uno stato d’animo che ormai per chi abita nelle grandi città è andato perso;
  • abbattimento dei costi per le varie imprese e quindi una maggiore concentrazione dei budget per investire sulla stessa attività;
  • possibilità di immergersi in un luogo dove ci sia scambio continuo di know how attraverso panel e seminari, in un ambiente che faccia anche da mini-vacanza per i vari relatori e auditori.

I problemi ci sono, inutile negarlo, e nel gruppo ne stiamo discutendo dal giorno zero. Il principale, quello da cui poi partirà tutto, è la ricerca di un posto non isolato dal mondo, perché non è assolutamente questo il nostro obiettivo. Un VC o una persona deve riuscire ad arrivare in un’altra città o nazione facilmente e che per via della neve venga bloccata sù per mesi e mesi. Questo sarebbe un suicidio dal punto di vista dell’impresa o startup! Dunque una location che deve esser non troppo lontana da un’autostrada o meglio ancora una stazione ferroviaria o un aeroporto. Questo è l’ostacolo principale.

Per discuterne io e Walter abbiamo creato un gruppo su Facebook chiamato Idea Borgo Italia. Nelle prime 24 ore abbiamo raccolto trenta iscritti! Dal primo giorno lì stiamo discutendo del posto, condividiamo link interessanti per ipotetici fondi europei o italiani e il nome del borgo stesso :) Tutto in completa condivisione, senza che nessuno sia limitato o di gradino superiore all’altro.

In Italia ci sono circa cinquemila borghi completamente abbandonati o in stato di abbandono. Se questa cosa potesse rivalorizzarne almeno uno, portando questa mentalità e questo modo di lavorare e vivere, sarebbe già una vittoria enorme per tutti! E infine, ecco il case history: un gruppo svedese ha acquistato un intero borgo in provincia di L’Aquila creando tutte piccole case per ospitare turisti, amanti della montagna e convetion da tutta Italia e non solo! Si chiama Sextantio.

La missione è dura. Sappiamo che non sarà facile. La forza sta nel cooperare e nel scambiarci idee e informazioni per iniziare a scrivere un progetto serio e vedere la fattibilità totale. Chi vuol partecipare, è ben accetto!