I giornalisti di Wired Italia hanno provato a mettere nelle mani di due nativi digitali, due ragazzi di oggi, due studenti di 9e 10 anni, un vecchio Commodore 64 funzionante per capire cosa ne pensano e come lo usano. L’esperimento ha fatto il giro del web. 

Quando si parla di tecnologia è bello anche considerare gli esperimenti sociologici che vengono fatti di recente. Uno di questi è la consegna ai ragazzi di oggi di un vecchio computer. Andiamo con ordine rinfrescandoci la memoria sul caro Commodore 64.

Si tratta di un home computer commercializzato all’inizio degli anni Ottanta con capacità audio e video migliori del suo predecessore (il Commodore VIC-20) ma con una minore compatibilità software.

Interessante ricordare che il Commodore 64 è entrato nel Guinness dei primati come il computer più venuto di tutti i tempi.

Ed ora parliamo un attimo dei cosiddetti nativi digitali, i ragazzi che nati negli anni 2000 sono cresciuti a pane e touchscreen. Le consolle di cui dispongono oggi sono graficamente evolute, consentono un’interazione totale e corporea con il videogioco, sono senza fili e sfruttano addirittura le evoluzioni di Kinect.

Cosa hanno a che fare i nativi digitali con il Commodore 64? Forse niente anche se uno dei ragazzi intervistati dice che a fronte di un caricamento dei giochi molto lento, l’attesa vale la candela. I giochi non sono certo graficamente accattivanti ma sono belli da giocare.

Fino al punto di chiedere al giornalista di scambiare il Commodore 64 con la Wii. Per conoscere il risultato dell’esperimento potete visualizzare il link al video.