In questo ultimo periodo si deve camminare con stando molto attenti a cosa ci potrebbe colpire dall’alto.
Non è passato nemmeno un mese dal rientro del satellite americano Uars, che ha fatto tanta paura anche nel nord Italia, ed ecco che un altro satellite si prepara a rientrare nell’atmosfera in modo non del tutto indolore.

La paura della NASA è sempre la stessa, che alcuni pezzi di materiale fortemente resistente al calore possano sopravvivere all’impatto con l’atmosfera, le stime degli esperti della NASA parlano di almeno una trentina di frammenti che potrebbero raggiungere la nostra Terra nel raggio di circa 80 chilometri.
Il problema dei tecnici della NASA è che il telescopio spaziale non utilizza un sistema di propulsione cosi da poter manovrare il “rientro” in modo più sicuro.

Quindi tra il giorno 21 e il 25 ottobre “occhio alla testa”.