Nuove scoperte per “scovare” sostanze difficilmente rintracciabili nel nostro organismo arrivano dal Dipartimento di Nano strutture dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

La scoperta del Dipartimento permette di rivelare la presenza di molecole spia, o sostanze inquinanti difficilmente rintracciabili con i metodi tradizionali, questo è possibile grazie all’utilizzo di un nano-sensore laser, che permette agli esperti di scovare tracce infinitesimali di diverse sostanze.

Il nano-sensore (tutto Italiano) è ancora in fase di “test” ma già i risultati sono ottimi, il nano sensore non solo è in grado di scovare la presenza di un numero esiguo di molecole, ma può essere utilizzato anche nei test del dna che oggi richiedono un tempo decisamente maggiore rispetto ai test effettuati con questo nuovo strumento.

Come funziona il nano-sensore laser?

Il nano-sensore funziona grazie ad una superficie superidrofobica, composta a partire da nano colonne di silicio che sostiene le gocce di soluzione ed evita che aderiscano alla superficie. Tra una colonna e l’altra poi si trovano poi delle nanopunte plasmoniche, tutto queste è molto utile per studiare la composizione chimica delle molecole in una goccia.

Che cosa è in grado di trovare il nano-sensore?

Il nuovo sistema laser è in grado di scovare svariate molecole, sia nell’atmosfera che nei fluidi del corpo umano, tutto questo con una velocità di esecuzione di molto maggiore rispetto alle tecniche di verifica tradizionali.

Il nano-sensore laser potrebbe trovare un buon campo di utilizzo nel settore medico di diagnostica e prevenzione di malattie come i tumori, proprio grazie alla sua capacità di analizzare molecole infinitesimali.

Enzo Di Fabrizio, direttore del dipartimento di Nanostrutture dell’Iit dichiara:

“il nano-sensore laser permette di individuare singole molecole in soluzioni molto diluite”.