BARCELLONA – Lo ammetto, ci sono andato con davvero poche aspettative a vederli. I nuovi Nokia X assomigliano a dei giocattoli, a partire da quei colori fosforescenti che in realtà avevamo già intravisto con i recenti Lumia. Danno l’idea di essere solidissimi, per carità, e tutto sommato non pesano più di tanto. Quello che c’è dentro però è un’accozzaglia di software senza né capo né coda.

Se non sapessi che sotto c’è Android penserei a una vecchia versione di Windows Phone. L’aspetto è quello. Una specie di Windows venuto un po’ maluccio. Non si capisce il senso del progetto, inteso come sistema operativo, ma si capisce perché Microsoft fosse imbarazzata dalla presentazione di questo mostro. Quando Joe Belfiore, responsabile della divisione mobile di Seattle, dice che quelli di Nokia fanno alcune cose che ci fanno eccitare e altre per le quali siamo meno eccitati, è chiaro a cosa si riferisce.

Per carità, i Nokia X magari sfonderanno sui mercati emergenti, con i loro colori fluo e il prezzo stra abbordabile, ma quando ce li hai in mano ti rendi conto che, per quanto fluido possa risultare l’utilizzo, non ci si riesce proprio a raccapezzare. Di Android manca il bottone per tornare alla home e visualizzare le app aperte. È rimasto solo il back delle prime generazioni. Capire qual è la home non è neppure semplice, a meno che tu non abbia già giocato con qualche Windows Phone 8. Ecco, c’è una schermata con tutte le app che possono più o meno essere riorganizzate a piacimento, eventualmente anche sfruttando le cartelle. A portata di swipe, esattamente come su Windows Phone, c’è l’elenco delle ultime app usate. E più o meno è finita qui: a questo punto te la cavi da solo, non agevolmente, ma ci si può arrangiare.

Se vuoi installare nuove applicazioni ti devi rassegnare a quello che passa il convento. Le app di Google non ci sono e quindi non c’è neppure il Play Store, ma un’app creata ad hoc da Nokia. Sono piuttosto certo che la cosa si possa aggirare, ma mi chiedo chi avrà il piacere di farlo.

Fra i due modelli degli X c’è un abisso. Il piccolino è semplicemente funzionale, adatto a chi non ha mai avuto uno smartphone fra le mani e non pretende di farci chissà cosa. Per mail, Internet, Facebook e qualche giochino va più che bene. L’XL offre effettivamente qualcosa di più, ma niente che sarei disposto a consigliare a chi vuole uno smartphone di un certo livello. Un vecchio Nexus 4, che a breve si troverà a prezzo stracciato con l’arrivo del Nexus 6, è infinitamente superiore.

In compenso sugli X ci sono alcune app di Microsoft che dovrebbero servire a conquistare quella fetta di pubblico che ha paura del cambiamento, nel tentativo di traghettarla verso i Lumia. Strategia che, per carità, ci sta tutta e da un certo punto di vista mi pare anche che possa essere vincente. Se sugli X ci avessero messo CyanogenMod, che di base viene distribuita senza le Google Apps. avrebbero fatto prima e meglio, ma a livello strategico forse ci avrebbe guadagnato molto di meno.

Ho il dubbio che possa essere stata Microsoft a chiedere a Nokia, una volta scoperto il progetto, di eliminare le app di Google e sostituirle con quelle di Microsoft. Per carità, ci sta pure, ma perché allora non sviluppare direttamente una versione primitiva di Windows Phone, il quale, benché ancora povero di app, è comunque un discreto sistema operativo anche nella versione mobile? Il Noxia X più piccolo è praticamente un Lumia 520 con alcune delle app di Android. Ecco sì, in effetti, tutto torna: strategicamente non è neppure una mossa sbagliata. O almeno non lo era prima che fosse firmata l’accordo, non ancora concretizzato, per la cessione a Microsoft.

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