Se c’è un settore dove possiamo dire che Apple nel 2012 non abbia avuto rivali, secondo me è quello dei pagamenti in mobilità. Nonostante la presenza di un chip NFC sui top di gamma (e non solo) di quasi tutti i brand mondiali, l’adozione di questo metodo di pagamento non ha mai subito una vera e propria impennata e ha regalato qualche metro di vantaggio ad Apple che invece ha preferito approcciare il settore in maniera tradizionale: con la sua app Passbook. Ebbene, come riporta The Next Web, oggi Samsung ha presentato (finalmente) la sua applicazione chiama Wallet, che non è altro che un concorrente di Passbook per la piattaforma Android.

Posto che non sarà questo a segnare il tracollo di Apple, e posto che comunque esistono altre applicazioni che ci consentono di tenere traccia dei nostri pagamenti e delle nostre carte di credito, Wallet si pone come un player di livello altissimo, e come l’unico in grado di fare della seria concorrenza a Passbook, infatti esattamente come il servizio di Apple sarà connesso, e l’applicazione sarà capace di ricevere notifiche push per qualsiasi scopo. Scopo che non tarda a venire in mente, scorrendo la lista dei partner tra cui troviamo Booking, Expedia, Lufthansa.

Insomma, un modo ibrido su cui Apple già aveva scommesso, che si pone tra il pagamento mobile con Jusp, e quello fatto attraverso NFC, e che probabilmente al fianco di NFC avrà ancora un grosso futuro. Tra l’altro, una cosa che mi ha particolarmente colpito è stato il fatto che Samsung abbia dotato il servizio di una open API per permettere agli sviluppatori di costruire app che si integrino con questo molto più facilmente: qualcosa che senza dubbio li aiuterà a raggiungere una massa critica molto in fretta, un po’ come Instagram, che grazie all’ecosistema che vi si è generato attorno ha raggiunto 100 milioni di utenti attivi. Qualcosa che, senza dubbio, Robert Scoble avrebbe giudicato positivamente, e che probabilmente si è scordato di includere nelle sue guideline su come giudicare una startup di cui ci ha parlato Silvio Gulizia.

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