Se volessimo descrivere in parole povere questo trend, parleremmo di importazione del modello di business della televisione nel settore musicale. In pratica si tratta di far pagare all’advertising lo sviluppo e la diffusione di una certa band. Può funzionare?

Il funzionamento è semplice e replicabile. Immaginate di avere una piattaforma per l’ascolto di musica in streaming o di contenuti musicali disponibili anche per il download. A questo punto immaginate di dover ascoltare qualche spot ogni tot brani ascoltati o scaricati. Questa è la tendenza.

I famosi consigli per gli acquisti spalmati durante una sessione d’ascolto. Ma le forme di advertising legate alla musica si stanno moltiplicando e stanno assumendo forme diverse. E’ il caso di Dodoler, una piattaforma sulla quale le band possono distribuire in forma gratuita la propria musica.

A pagare questo contatto interviene la pubblicità. Gli investitori acquistano un tot di download direttamente dall’artista e i brand sono pagati in base ai download registrati dalla piattaforma. Si è affidata a questo sistema la band italiana Nokeys.

I consigli per gli acquisti, invece, sono un modello mutuato da Spotify che si sta allargando e dopo aver funzionato soltanto tramite app, adesso, si prepara al debutto su browser che dovrebbe rendere ancora più facile l’uso del software.