La chiusura di Megaupload, la condanna del suo fondatore e il declino conseguente dei portali di file sharing come Filesonic, hanno illuminato un panorama digitale molto rigido. Adesso qualcosa sembra essere cambiato. La musica in rete, quella legale, sta prendendo piede e sta mettendo nell’angolo la pirateria che risulta in calo. Tempo addietro, un panorama come quello appena descritto sembrava addirittura impossibile. Adesso però l’offerta in rete è cambiata e anche migliorata.

A spiegare i miglioramenti è intervenuta direttamente la Federazione industria musicale italiana che ha presentato il fatturato della musica legale nella giornata di ieri.

Si parla di crescita pari al 22 per cento soltanto nel 2011, percentuale che indica incrementi pari a 275 milioni di euro. In Italia, così, è migliorata di molto la situazione e si è ridotto il gap con agli altri paesi. Anche nello Stivale, adesso, il mercato digitale ha uno spessore. Vale il 21 per cento del mercato discografico.

Il fatto è che da anni la musica è cambiata, è il caso di dirlo. Il gioco di parole illustra una svolta sia legislativa, sia economica. Il fatturato musicale, oggi come oggi, si affida molto ad internet.

Non più solo Youtube dove molte persone si collegano per vedere i videoclip delle canzoni preferite, ma anche servizi come Rara, Deezer, Cubomusica di Telecom. E così che è stato mandato in pensione il filesharing. A confermare la tendenza la diminuzione del volume di scambi su Emule.