Ad un mese di distanza dal primo appuntamento con il glossario di Leonardo, e dopo aver trattato, la scorsa settimana, l’engagement, oggi trattiamo una parola che si sente spesso dire, in una sorta di linguaggio smart: multitasking.

COSA SIGNIFICA

Letteralmente, multitasking significa multiprocessualità. Ma è necessario premettere che la parola ha una derivazione tecnica, dal mondo dell’informatica. Io non intendo parlare di quel multitasking, ma di un multitasking molto più in ottica social. In questo senso, multitasking sta a significare la capacità di fare più cose contemporaneamente, di imparare a compiere singolarmente diverse azioni, nel miglior modo possibile, e poi, piano piano, unirle, farle insieme. Un esempio molto banale, può essere giocare a PlayStation e lavorare al pc, ma potrebbero essercene altri mille simili.

FUNZIONA DAVVERO?

Ovviamente, un buon multitasking, sarebbe utilissimo, un ne conseguirebbe un risparmio di tempo non indifferente. Compiere più azioni insieme sarebbe estremamente economico, data la frenesia dei ritmi odierni. Ma il multitasking è effettivamente applicabile agli esseri umani? Qualcuno dice che sia controproducente, e forse non ha tutti i torti. Il cervello umano, messo alla prova come un computer che compie più processi simultaneamente, spesso si trova a non riuscire a compierne in maniera soddisfacente diverse. Converrebbe dunque lasciare alla tecnologia il compito di essere capace di fare più cose assieme, e fare una cosa per volta? Probabilmente è così, ma allo stesso tempo la frenesia sociale non lascia molta scelta.

Se ritieni che ci siano consigli più funzionali, e/o se hai qualche idea per il prossimo appuntamento con il glossario, diccelo con un commento o scrivendo a Leonardo.

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