Lightbeam è la nuova estensione di Mozilla – già distribuita sperimentalmente come Collusion – che permette di capire quali siti effettuano il tracciamento degli utenti: installata su Firefox, analizza le interazioni fra il browser e i server che ospitano le pagine visitate. I dati raccolti sono visualizzati in un grafico che connette i domini raggiunti alle risorse gestite da terze parti che hanno ricevuto delle informazioni sull’utente. È una sorta di “grimaldello” per capire meglio chi intercetta le proprie attività sul web.

Quello creato da Mozilla è uno strumento impiegabile nelle verifiche più semplici fino alle più complesse. Essenzialmente, serve a capire chi ottiene i nostri dati personali attraverso i login — che siano effettuati con nome utente e password o utilizzando dei protocolli come OAuth. Qualora non avessimo avuto accesso a un profilo, restituirebbe in chiaro le connessioni “nascoste” che organismi come la National Security Agency (NSA) potrebbero avviare a nostra insaputa. Certo, non è da escludere il rischio di diventare paranoici.

Se dovessi monitorare ogni attività “sospetta”, infatti, non avrei più tempo per lavorare e diventerei un sociopatico. La maggioranza dei tracciamenti riguarda la pubblicità mirata: che siano salvati dei cookie o meno, non mi preoccupo di trasmettere i miei dati agli inserzionisti. Anzi, il pericolo maggiore è quello d’ottenere dei banner più interessanti — ed è impossibile escludere del tutto la pubblicità. Usato con moderazione, Lightbeam può comunque offrire una panoramica delle interazioni fra i social network e i siti web.