Mozilla è stata costretta a introdurre il supporto ai DRM per i video in Firefox. È una notizia da prendere con le dovute pinze. Buona, per certi aspetti. Pessima, sotto altri punti di vista. Il fatto è che, nonostante il grande miglioramento con Firefox 29, il browser di Mozilla si è negli ultimi anni rovinato l’immagine così tanto che alla fine l’unico motivo per usarlo era rimasto supportare la causa dell’open source e del web libero. Lasciare un segno, come sostiene Jacopo Romei. E oggi invece un altro pezzo di codice proprietario viene inserito nel browser.

Dunque, la faccenda è questa. Direttamente da comunicato stampa: Mozilla ha annunciato di star collaborando con Adobe per implementare la specifica W3C EME in Firefox per Desktop. Il fine è garantire agli utenti di Firefox la possibilità di continuare a fruire dei contenuti desiderati, compresi i video più popolari come i film di Hollywood. La soluzione DRM implementata soddisferà i requisiti dell’industria dei contenuti, ma al tempo stesso darà agli utenti massimo controllo e trasparenza.

In poche parole, come ha ben tradotto Cory Doctorow su The Guardian, la prossima versione del browser open source Firefox conterrà del codice closed-source sviluppato da Adobe per la gestione dei diritti digitali (DRM).

Ecco, ero tornato da un paio di settimane a utilizzare Firefox, turandomi il naso per la questione della pubblicità nelle nuove tab (che tanto rimane solo per pochi giorni dopo aver scaricato il browser) che di nuovo Mozilla mi delude. Insomma, usavo Chrome perché più funzionale alle mie esigenze. Quando Firefox (copiando parecchio da Chrome) ha appena finito di risalire la china, che ti combinano questi? Mi levano il motivo principale per usare il browser, vale a dire avere un prodotto open source e contribuire allo sviluppo di un web migliore e più aperto.

Lo scopo di Mozilla è supportare i video commerciali come quelli trasmessi da Netflix. Come a dire: se con Firefox non si possono vedere questo tipo di filmati c’è davvero il rischio che la gente lo abbandoni in favore di altri browser. Vero: buona parte di quello che vedevamo in TV ora lo vediamo sul computer (eventualmente collegato alla TV usata come monitor). Solo che la pirateria impera e non tutti abbiamo il diritto di vedere tutto. I DRM servono a garantire al titolare del diritto su un video che chi lo guarda abbia il diritto di vederlo. Cioè, in soldoni, l’abbia pagato. E la specifica EME messa a punto dal W3C (il consorzio che regola il web) è stata sviluppata per mettere d’accordo utenti e titolari dei diritti.

Insomma, Mozilla è stata in qualche modo costretta ad accettare le condizioni poste da colossi come Hollywood e TV come BBC. Quindi accettiamo di inserire del codice chiuso in un software open source. C’era un’altra soluzione. Sì, c’era. Lasciare agli utenti il compito di installare un plugin. Era percorribile questa strada? No, secondo gli uomini alla guida di Mozilla. Guardando a un’orizzonte competitivo, ogni tutti i grandi operatori del settore hanno adottato questa specifica e il modulo richiesto. Ci siamo resi conto che se non lo facciamo anche noi i nostri utenti non avranno accesso a una parte significativa del web ha scritto il Chief Technology Officer di Mozilla Andreas Gal.

Per certi aspetti è la stessa soluzione trovata per la questione dei codec H.264, altro software a codice proprietario divenuto uno degli standard di mercato. Insomma, non c’è troppo da scandalizzarsi. Forse. La soluzione per i DRM non è neppure così tragica. Firefox scaricherà il modulo per i DRM dopo che l’utente avrà installato il browser, ma lo attiverà solo quando l’utente visiterà un sito che usa questa tecnologia per garantire l’autorizzazione alla visione.

Siamo pratici: in fondo forse può andare bene così. Non facciamo i salti di gioia, ma se la conseguenza di non adottare questa cosa è la scomparsa di Firefox…