Ne parlava proprio ieri mattina Federico Moretti, e io voglio assolutamente riprendere il tema: Motorola Moto X probabilmente sarà il mio prossimo smartphone. Perché? Beh, guardiamolo da vicino: anche se come scocca il device (almeno da quanto abbiamo visto dai video) sembra molto simile a un Nexus, troviamo molte caratteristiche in più, e non so effettivamente quanto di dedicato abbia, e quanto invece non sia addirittura il risultato di una nuova versione di Android. Il software sarà made in Google, certificato da Google e mantenuto di conseguenza da Google.

Per l’hardware, in più, sono entusiasta quasi allo stesso modo: se infatti la scocca del Moto X come ho scritto più su è identica in un certo verso a quella di un Nexus, le componenti prodotte da Motorola saranno il non plus ultra della tecnologia, dato che Motorola da sempre si distingue per l’ottimo hardware che include nei suoi device. L’unico problema che ha avuto Motorola in passato, quando era al top con ad esempio il Milestone (all’estero Motorola Droid), sono stati relativi al lock del device.

Essendo un prodotto fatto in collaborazione con Google, e molto simile a un Nexus, Moto X sarà sicuramente sbloccabile in maniera facile, con tutto quello che ne consegue in quanto ad apertura e hackability. Ci saranno quindi un sacco di ROM di terze parti e della community, ma non solo: il codice del kernel del dispositivo sarà open source, e questo farà sì che se il comportamento di fabbrica non mi dovesse soddisfare, potrò ricorrere alla community per farlo funzionare al meglio o come voglio io.

Un nuovo Motorola Milestone, un device con le carte in regola: Moto X sarà abbastanza aperto per avere successo con gli smanettoni, abbastanza Google Experience per aver successo tra gli appassionati “pure” Google, abbastanza Motorola da avere performance straordinarie e un look and feel notevole mescolato a una solidità ottima.

Per quanto mi riguarda, comincio a mettere i soldi da parte.