La chiusura della vicenda di Tumblr, con l’acquisizione da 1,1 miliardi di dollari da parte di Yahoo, mi ha lasciato dentro una riflessione. Torniamo un attimo indietro di un anno all’ultima grande operazione nel mercato digitale. Facebook pagò Instagram più o meno la stessa cifra, anche se la maggior parte del pagamento avvenne in azioni del social network che poi persero metà del proprio valore nel giro di pochi mesi. Cos’hanno in comune Tumblr e Instagram?

Innanzitutto dobbiamo notare che se per un network le immagini sono dominanti, nell’altro rappresentano l’83 per cento dei post. In periodi di overload di informazioni, le immagini sono lo strumento principale per trasmettere un messaggio.

La cosa più interessante è però il fatturato delle due aziende. Quello di Instagram è praticamente assente, mentre quello di Tumblr è decisamente sproporzionato sia rispetto al numero di utenti che rispetto a quanto pagato da Yahoo. In entrambi i casi le due startup si sono vendute i propri utenti. Sembra brutto dirlo, ma è così. Anzi, l’ha detto proprio Marissa Mayer spiegando che grazie all’acquisto di Tumblr l’audience di Yahoo aumenterà e il traffico del portale crescerà del 20 per cento.

Quando intervisto ragazzi che fanno startup chiedo sempre conto del modello di business e di quanto pensano di ricavare. David Karp, founder di Tumblr, una volta mi spiegò che non sentiva l’esigenza di fatturare perché il suo network è così tanto cool e popolato che alla peggio basta mettere un po’ di pubblicità qua e là, ma non sui contenuti degli utenti. Un po’ ce l’ha messa e ha iniziato a fatturare. Quindi Yahoo se l’è comprato.

Morale della favola? Mi sto chiedendo se davvero sia fondamentale studiare un modello di business quando si creare qualcosa nel mondo digitale quando poi, a conti fatti, quello che è importante è il numero di utenti che si hanno. Se vi fate i conti, la stessa Facebook fattura decisamente poco in proporzione al numero di utenti che ha e a quello che di loro sa.

Sono due visioni opposte del mondo: pochi che pagano, tanti che si beccano la pubblicità (o che si vedono venduti i propri dati). Personalmente preferisco il primo modello, ma ho come la sensazione che quello più redditizio, benché più difficile da realizzare, stia diventando il secondo.

photo credit: Mukumbura via photopin cc