Prendete la foto di sinistra (copertina n.d.r.). La composizione rispecchia esattamente quello che volevo raccontare: la piccola città di Manarola (Liguria, Cinque Terre) vuota (non c’è un’anima viva alle 7:00 di mattina) ma nello stesso tempo piena (di utensili prodotti dall’uomo). Solo che malauguratamente il mio smartphone, che come tutti gli smartphone imposta automaticamente i valori di esposizione, ha registrato una foto pessima dal punto di vista della luce; non era certo quella l’atmosfera che percepivo io ad occhio nudo in quel momento e purtroppo il display del mio telefono (che spesso tengo a bassa luminosità per risparmiare batteria) non mi ha permesso di accorgermi di questo difetto.

Ecco allora che l’editing ci viene in aiuto per riparare una foto quando questa non rappresenta fedelmente tutti i dettagli della realtà che desideriamo raccontare. Come vedremo immediatamente, per ottenere un risultato soddisfacente (foto a destra in copertina) si può operare direttamente con lo smartphone e con le moltissime app di fotoediting a disposizione per il mondo iOS e per quello Android (e presto ne vedremo molte anche per quello Windows Phone).

Il fatto di dover preparare i workshop per gli Instagramers Academy, per i quali di solito ho a disposizione  al massimo un’ora non di più, mi ha costretto a sintetizzare e asciugare le tecniche di editing the avevo invece spiegato nel dettaglio nel mio libro Fotografia Smartphone. Sono giunto quindi all’identificazione di tre passaggi semplici ma fondamentali per il miglioramento delle qualità di una foto scattata con lo smartphone che vi faranno ottenere l’effetto del tipo “WOW, ma hai scattato questa foto con una reflex?”. Sono tre step di photo-editing che si possono portare a termine benissimo anche camminando e che non richiedono più di dieci minuti. Vediamoli.

1. Miglioramento della foto con filtri del tipo one-touch. I filtri one-touch sono quelle funzioni in grado di migliorare la foto con un solo tocco. Sono filtri capaci di ottimizzare contemporaneamente diversi parametri dell’immagine come luminosità, contrasto, gamma dinamica del colore, istogramma… senza che per forza chi li usa sappia esattamente come andranno ad agire sulla foto: la cosa fondamentale è che tra il prima e il dopo l’applicazione del filtro ci sia un netto miglioramento oggettivo della fotografia.  Esempi di filtri one-touch sono il Clarity di Camera+, ancora il Clarity ma di PS Express (che preferisco al primo poiché permette di calibrare la percentuale di filtro applicata) e il più recente Atmosfera di Snapseed. Generalmente tutti questi filtri applicando anche una sorta di HDR ma leggera, senza sconfinare nel surreale.

2. Riduzione del rumore e aumento della nitidezza. Spesso (ma non è sempre così, dipende dalla foto) il passaggio di cui al punto precedente introduce dei miglioramenti dal punto di vista della fruizione di informazione (cioè si distinguono meglio per esempio quei dettagli che prima erano troppo scuri) ma come effetto collaterale introducono dei peggioramenti dal punto di vista estetico (aggiunta di rumore molto visibile nelle aree della foto a bassa frequenza, dove cioè ci sono sfumature molto ampie). Ecco allora che ridurre il rumore e aumentare la nitidezza, compensa notevolmente (e alle volte elimina del tutto) i difetti introdotti dai filtri one-touch.

3. Impostare la tonalità del colore. Come ultimo tocco possiamo scegliere di intervenire sulla tonalità del colore della foto scegliendo magari un viraggio generale al rosso se desideriamo rendere più calda l’atmosfera o verso il blu se al contrario preferiamo (o la situazione lo richiede) delle sensazioni più algide. Per fare questo c’è solo l’imbarazzo della scelta poiché qualunque filtro più o meno vintage può essere utilizzato allo scopo a meno di poter essere applicato con dosatura in percentuale.  Noi opteremo per dei bassi dosaggi di applicazione del filtro… un filtro vintage affinché non sia stucchevole deve essere appena percepito… un po’ come lo zucchero nel caffè: il giusto (poco) toglie l’amaro e ne facilita l’assunzione ma quando è troppo ne maschera il gusto (io per inciso lo bevo amaro). Quindi il consiglio che vi do è quello di stare sempre sotto al 20-30% di applicazione del filtro.

Il consiglio generale comunque è quello di provare a dosare i filtri (e questo vale anche per i filtri ai punti 1. e 2.) aumentando e diminuendo il loro apporto fino a quando l’esperienza di visione non è ottima (ovviamente per voi e secondo il vostro gusto). Di solito le app permettono di fare questo grazie ad uno smanettino (termine molto tecnico :-) ) virtuale che permette di osservare in tempo reale il risultato che si andrà ad ottenere.

Se siete appassionati di mobile photography, applicando queste tecniche di editing otterrete delle foto sicuramente in grado di competere al challenge di Instagramers Gallery, che fino al primo maggio 2014 mette in palio $1.000 al giorno per la photo of the day e $100.000 come super-premio finale.

Seguite Gianpiero Riva su TwitterGoogle+ e Instagram