Il famoso e storico settimanale statunitense TIME ha eletto David Guttenfelder – un fotografo professionista, che lavora per AP (Associated Press) – come fotografo dell’anno su Instagram.

Analizzando in meriti (ma anche i demeriti) del fotografo americano otterremo interessanti spunti per migliorare la nostra iPhoneografia e magari un domani a qualcuno di noi capiterà di essere notato da qualche importante testata giornalistica.

Iniziamo subito con il dire che David Guttenfelder non ha il merito di avere 260 mila follower su Instagram perché fa belle foto… anzi, spesso le sue foto scattate con l’iPhone mancano delle più elementari regole di composizione (la linea d’orizzonte per esempio non cade quasi mai dritta neanche per sbaglio) e le scene immortalate non presentano certo un’estetica tale da permettergli di esporre alla Instagramers Gallery a Miami. Sicuramente con la reflex lavorerà in tutt’altro modo ma la gran parte dei suoi follower David se l’è guadagnata stando nella lista degli utenti suggeristi di Instagram… e molto probabilmente Instagram non ce l’ha messo a caso.

David infatti ha il grande merito di saper raccontare storie per immagini… ma anche per didascalia.

Il primo merito è quindi quello di essere sul posto della notizia, sul posto della storia da raccontare; in Corea del Nord, nella fattispecie. Il grande insegnamento che possiamo apprendere e che nel nostro piccolo possiamo applicare, è quello di andare laddove si svolge la storia se quest’ultima per puro caso non trova prima noi. Nella sua bio su Instagram David dice di essere in missione (dice assignment) per la rivista National Geographic. Partecipando a un workshop di Massimo Bassano, fotografo italiano che lavora per la medesima rivista, ho appreso proprio questo insegnamento: quando siamo in viaggio per lavoro o per diletto, informiamoci prima riguardo a usanze, tradizioni e manifestazioni che si possono svolgere nei luoghi che andremo a visitare. Possono accadere molte cose interessanti quando centinaia, migliaia di persone si radunano per commemorare qualche cosa.

Da Massimo Bassano ho poi imparato un’altra cosa che trova riscontro nel modus operandi di David: la didascalia è la cosa più importante dopo la foto e non va mai trascurata. Sono proprio le statistiche raccolte dalla rivista National Geographic a dimostrare che se la totalità dei lettori guarda le foto riprodotte sul magazine, la maggior parte di questi non legge gli articoli ma solo le didascalie.

E questo è il secondo merito di David Guttenfelder: scrivere delle caption perfette. Nelle sue didascalie, mai troppo lunghe, applica sempre la regola delle 5 W, non usa sciami di hashtag senza senso e, semmai deve inserirne uno, lo integra nel testo della caption stessa (si veda foto di copertina). La regola delle 5 W è quella checklist usata nello stile giornalistico anglosassone che permette di raccontate una notizia con i suoi cinque aspetti fondamentali: Who (chi), What (che cosa), When (quando), Where (dove), Why (perché).

Se vi state chiedendo perché mai la gente dovrebbe seguirvi su Instagram visto che non siete nessuno – non siete VIP o fotografi già famosi –, progetto fotografico e didascalie ben curate sono due ottimi punti di partenza.