miniLock è un nuovo plugin per il browser che è capace di cifrare “al volo” i file che un utente intende scambiare online: concepito da Nadim Kobeissi – il creatore di Cryptocat che era nel mirino delle autorità statunitensi – questo strumento sarà presentato nelle prossime settimane a HOPE X, una conferenza per hacker dal 18 al 20 luglio a New York. Il funzionamento dell’estensione è semplice perché basta trascinare l’icona del documento per avviare una crittografia a chiave pubblica e metterlo in sicurezza. Non troppa, forse.

Ancora prima che Kobeissi ne distribuisca il codice, la comunità degli hacker ha messo in discussione la validità di miniLocker — perché il metodo di cifratura implementato sarebbe aggirabile troppo facilmente. L’obiettivo dello sviluppatore è quello di fornire uno strumento a prova di NSA, conscio comunque che se un individuo fosse nella lista dei sorvegliati speciali i file criptati verrebbero comunque decifrati. Il plugin è inutile, dunque, oppure ha davvero un significato? Tutto dipenderà dallo scopo per cui sarà utilizzato.

Pretendere di raggiungere un livello di sicurezza militare con miniLocker sarebbe sciocco perché pure gli algoritmi più sofisticati possono essere decifrati. Nello scambio quotidiano di file, però, un simile plugin potrebbe essere ideale: la semplicità d’uso lo rende accessibile a tutti e la cifratura dei documenti aumenta la complessità dell’intercettazione. Non è un sistema a prova di bomba, ma neppure un meccanismo inefficiente e molti potrebbero trarne vantaggio anche nello svolgimento del proprio lavoro. Perché denigrarlo?