Questa è una storia che parla di tecnologia ma parla anche di diritti umani, perché i computer, ormai lo sanno tutti, hanno dei componenti creati con materiali preziosi, eppure tante aziende se ne infischiano e comprano questi prodotti nei paesi in guerra. 

Le aziende che producono computer devono usare delle materie prime, dei minerali preziosi che molto spesso possono arrivare da paesi che commerciano a spese dei cittadini, che sono insanguinati dalle guerre, che non rispettano i diritti umani.

Ma non è una regola universale nel senso che uno studio dell’organizzazione no profit Enought Project, ha spiegato che ci sono aziende che si sono impegnate sul lato conflict minerals.

Il fatto è che i minerali preziosi, usati sopratutto per alcuni tipi di condensatori, sono l’oro, la cassiterite, la wolframite e la columbite-tantalite. Questi minerali, spesso, sono estratti dai paesi che vivono conflitti molto pesanti.

A livello internazionale è stata sviluppata una certa sensibilità rispetto a queste tematiche ed ora molte aziende s’impegnano a non comprare materiali preziosi dai paesi effettivamente in guerra, come ad esempio la Repubblica Democratica del Congo.

Tra le imprese che maggiormente pongono attenzione alla questione mineraria ci sono sicuramente l’HP, la Intel, la Apple e la Motorola.