Il 2013 è stato un anno parecchio social e soprattutto molto mobile, come avevamo preventivano alla fine dell’anno precedente, ma poco local. Più che sul desktop infatti le novità sono arrivata dai nostri smartphone. La più rilevante è stata forse Snapchat, che oltre a essere il principe del sexting ha dato il là a un fenomeno inatteso: quello dei messaggi che si cancellano. Dopo Snapchat sono arrivati Twitter e Instagram a proporre l’invio lo scambio di immagini tramite messaggi privati, con Instagram addirittura che permette di cancellarli dopo averli inviati. Anche Facebook ha rifatto il look alla propria app per i messaggi e nel frattempo sono arrivate anche Line e WeChat. Numeri alla mano però per scambiarsi le foto la gente usa ancora soprattutto Whatsapp, che conta 400 milioni di utenti attivi al mese che si scambiano ogni giorno 500 milioni di immagini, 100 milioni in più di quelle scambiate tramite Snapchat e 150 milioni in più di Facebook. La foto di copertina va però al fondatore di Snapchat Evan Spiegel, che ha anche avuto il coraggio di rifiutare 3 miliardi di dollari da Facebook.

Nonostante abbia lavorato molto sul fronte immagini, integrando anche Snapseed, Google non è riuscita a far decollare Google+, nonostante la forza coercitiva con cui Big G lo sta proponendo a chi usa Gmail, Android e YouTube. Intendiamoci, i numeri sono alti (540 milioni di utenti attivi e 1,5 miliardi di foto caricate ogni settimana), ma è usato più come strumento di marketing che vero e proprio social network. Però il social è in fortissima crescita e a guidare il suo successo è, anche questo ampiamente previsto, l’app che oramai è installata di default su tutti i nuovi smartphone e che offre un backup in background delle proprie foto. Nonostante questo, Hangout come strumento di messaggistica non si è ancora affermato, ne ha soppiantato Skype per le video call. La gente lo usa per altro, per dirette ed eventi soprattutto. Nel 2014 immagino ci sarà la battaglia, con Google pronta a rilasciare un’app per telefonare via VoIP come ha fatto quest’anno Facebook, anche se quasi nessuno se n’è accorto.

L’anno prossimo mi aspetto di vedere il lancio dei mini hangout sulla scia del successo di Vine, che ha costretto Instagram a lanciare i video. Tutta questa storia dei mini video però è ancora agli albori e occorre capire come si evolverà nel 2014. Ci sono forti segnali di interesse e chi potrebbe sfruttarla meglio di tutti è sicuramente Facebook, che intanto sta lanciando le video pubblicità con filmati che partono in automatico nel nostro news feed. L’ho già detto e lo ripeto: alla fine Facebook diventerà come la TV. Non dimentichiamoci di MixBit, l’app dei fondatori di YouTube che vorrebbe sfidare Vine e Instagram. Non se n’è sentito parlare molto, ma è un ulteriore segnale che conferma l’interesse per i video brevi.

Il flop del 2013 è la geolocalizzazione. In particolare Foursquare che nella nuova versione sembra promettere molto, ma al solito pare restare confinata in una nicchia per altro quasi esclusivamente americana. Circle ha fatto di meglio, ha pure collezionato una decina di milioni di utenti e cresce velocemente. Da noi però non ha avuto granché fortuna, come per Banjo.

Era l’anno delle immagini e Pinterest, il social network più fuffoso che esista, è cresciuto fino ad arrivare a ridosso di Facebook come strumento in grado di generare traffico verso i siti Internet, in America. Da noi è finito nel dimenticatoio lato media, ma continua a crescere anche in Italia.

Chiudo con una segnalazione. Dopo un anno di sviluppo, App.net, il Twitter a pagamento, è ancora lì: ha creato una piccola e fortissima comunità ed è riuscita a convincere diverse app a integrarla, a partire da Hootsuite. La scommessa non è ancora vinta, soprattutto perché ha aperto una modalità di iscrizione senza pagare che rende l’accesso un po’ ibrido e mi fa pensare a un mezzo fallimento. Resta comunque da tenere d’occhio.

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